INTRODUZIONE
Entriamo nel clima adatto per ascoltare la Parola di Dio, facendo silenzio fuori e dentro di noi. Dopo un certo tempo
di silenzio, iniziamo con il segno della croce e una invocazione allo Spirito Santo.
Saluto liturgico
Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Tutti:Amen.
Insieme:Vieni Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli, accendi in essi il fuoco del tuo amore.
Guida:Manda il tuo Spirito e tu o è creato.
Tutti: E rinnovi la faccia della terra.
Guida: Preghiamo. O Padre, che ci hai donato Gesù, tua Parola vivente, fa’ che ascoltando docilmente lui, nostro
Maestro, restiamo saldi nella speranza della vita eterna che ci hai promesso. Per Cristo nostro Signore.
Tutti:Amen.
ASCOLTO
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (2,1-10)
Anch’io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola
o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi
presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basa-
rono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra
fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio. Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di
sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima
dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta,
non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto:
Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
Dio le ha preparate per coloro che lo amano.
Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di
Dio.
Ci lasciamo del tempo di silenzio per rileggere con calma il testo, lasciando che getti una luce sulla nostra vita, fac-
cia emergere le domande che portiamo nel cuore e ci stimoli alla preghiera.
COMMENTO
Alcune linee di commento possono aiutarci a condividere insieme il brano biblico. Uno dei presenti può leggerle,
con calma, lasciando qualche spazio di silenzio tra l’una e l’altra.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Anche questi spunti possono essere proposti ad alta voce da uno dei presenti, senza fretta ma anzi garantendo sem-
pre un po’ di tempo tra una proposta e l’altra
– Paolo scrive questa lettera ad una comunità cristiana che vive profonde divisioni interne e il rischio di la-
sciarsi andare alla logica distruttiva del protagonismo ecclesiale, anche a causa dei molti doni spirituali di
cui la comunità è stata arricchita. Alla base dell’identità cristiana non sta la persona che ha portato l’annun-
cio del Vangelo o che ha battezzato, ma l’adesione a Cristo crocifisso, morto e risorto (cfr. capitolo 1).
-Paolo è venuto proprio portando questa sapienza così diversa da quella del mondo: la sapienza della croce,
non fondata sulla persuasione di discorsi raffinati o sul fascino dei predicatori, ma solo sulla potenza dello
Spirito Santo, che passa a raverso la debolezza dei credente.
-Il mondo greco era caratterizzato da una forte tradizione filosofica e da un alto livello culturale: per questo
anche i cristiani di Corinto erano attratti da un annuncio che fosse all’altezza delle aspettative. Paolo, arri-
vando ad Atene, aveva tentato una predicazione che puntava sull’attrattiva di discorsi filosofici e dalla reli-
giosità pagana (cfr. At 17), ma con scarso successo, perché l’annuncio della risurrezione di Gesù dai morti
aveva suscitato più perplessità che entusiasmo. Da quel momento, Paolo decise di non usare più discorsi
persuasivi di sapienza, fondandosi invece sull’opera dello Spirito Santo, capace di portare a conversione chi
ascolta l’annuncio di Cristo crocifisso e risorto.
CONDIVISIONE
Con assoluta libertà, senza giudizio e senza replicare gli uni agli altri, chi vuole può condividere quello che la Parola
di Dio ha suscitato nel suo cuore: domande, ringraziamen”, inquietudini, sollievi… Non abbiamo paura del silenzio,
per cui, dovessero esserci delle pause, lasciamo che il Signore agisca, quando noi tacciamo.
-Paolo si presenta a Corinto con un messaggio scandaloso e insensato, quello di un Dio crocifisso, e senza
effe- speciali per a-rare la gente a se stesso. Credi che oggi, nel nostro contesto sociale e nelle nostre
assemblee liturgiche, sia ancora efficace questo tipo di annuncio?
-Paolo scelse Corinto come base d’azione perché era un centro molto popolato e crocevia delle ro e com-
merciali del mondo antico, quindi luogo ideale per la diffusione rapida del Vangelo. Oggi forse quel tipo di
luogo sono i social media, che perme ono di comunicare in modo istantaneo ed efficace con tu o il mondo.
Credi che la rete virtuale, con le sue esigenze di immediatezza e di rapporti superficiali, possa essere un
luogo ada o per la diffusione del messaggio evangelico e cammini di autentica conversione?
-Paolo parla dei dominatori di questo mondo che non conoscono la sapienza della croce e puntano tu o
sull’uso della forza, anche a scapito della giustizia. Come possiamo noi cris$ani essere operatori di pace per
questo mondo? Siamo consapevoli della forza rivoluzionaria nascosta nella debolezza della croce? Come
manifes$amo concretamente questa sapienza?
SUPPLICA E CONCLUSIONE
I presenti che lo desiderano possono esprimere suppliche e preghiere, da condividere, affidando al Signore le nostre
speranze sostenuti dall’intercessione di tu . Diciamo ad ogni preghiera: Ascoltaci, Signore.
Con le parole che ci ha insegnato Gesù, invochiamo il Padre e offriamoci a vicenda la misericordia del perdono, per
riceverla da Dio.
Padre nostro…
Si conclude pregando:
O Dio, che ci hai raduna$ per ascoltare la tua Parola, fa’ che l’accogliamo con fede e ci conver$amo, perché la tua
gioia sia in noi; rendici tes$moni e annunciatori di ciò che abbiamo ascoltato, perché la nostra gioia sia piena. Per
Cristo nostro Signore. Amen.
Illumina” dalla Parola del Signore, ci congediamo con il proposito di proclamarla con la nostra vita.