Papa Leone ci ricorda: “Nell’unità della fede, proclamata fin
dalle origini della Chiesa, i cristiani sono chiamati a cammi-
nare concordi, custodendo e trasmettendo con amore e con
gioia il dono ricevuto” (Leone XIV, In Unitade fidei).
A gennaio siamo stati sollecitati a pregare insistentemente
perché tutti i cristiani abbiano la consapevolezza di essere
un’unica famiglia ricordando le parole di Gesù nella preghiera:
“Padre che tutti siano una cosa sola, come noi siamo una cosa
sola!” (Gv 17, 21) L’unità dei cristiani rivela al mondo l’amore
del Padre manifestato dal dono del suo Figlio unico. L’amore
tra i cristiani testimonia che Dio è intervenuto nella storia
dell’uomo, ha cambiato il cuore dell’uomo pieno di rivalità e
di odio e lo ha reso capace di amare i fratelli. I pagani che os-
servavano il modo di vivere delle prime comunità cristiane,
pieni di stupore, dicevano: guardate come si amano! Pur-
troppo, fin da principio, Satana che semina divisione, ha get-
tato il suo letale prodotto qua e là nelle comunità che quindi spesso hanno fatto
intravvedere discordie, egoismi personali e di gruppo. Il desiderio dell’unità, raccoman-
data da Gesù Cristo deve essere sempre presente nella nostra esperienza cristiana e la
“triste vergogna della divisione e l’ardente e urgente necessità della riconciliazione nella
Chiesa” deve essere presente nei pensieri e nei cuori dei cristiani. Vogliamo pregare il
Signore perché nella sua grande misericordia non cessi di guidare il nostro cammino nella
umiltà e in un profondo desiderio di essere anche qui in terra l’unica famiglia di Dio.

 

Veglia di preghiera
Preghiamo: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Signore apri il nostro cuore alla
preghiera e donaci un grande amore alla santa Chiesa che ci accoglie e ci nutre come una madre.
Fa che nel cuore di ogni cristiano ci sia sempre presente il desiderio di vivere come fratelli, figli
dell’unico Padre, fratelli di Gesù che vive in tutti noi mediante la potenza dello Spirito Santo.
Aiutaci ad avere tanta capacità di accogliere ed apprezzare le differenze e le peculiarità dei
vari gruppi umani e delle singole persone che formano la Chiesa e a cercare con tenacia la con-
divisione e l’unità nelle realtà fondamentali della nostra fede.

 

Canto

Nella Parola di Dio troviamo un insistente e forte invito alla unità della comunità radunata dalla
presenza e dall’opera dello Spirito Santo donato da Gesù Cristo risorto a tutti i cristiani. Della
prima comunità che vive a Gerusalemme, dopo l’Ascensione di Gesù al Padre, si afferma: “La mol-
titudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuor solo e un’anima sola” (At 4,32 ). S.
Paolo nel suo lungo e profondo lavoro di formazione, propone sempre l’unità al primo posto.

Dalla Lettera di S. Paolo agli Efesini (4,1-13)
Io dunque, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chia-
mata che avete ricevuto, con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nel-
l’amore, avendo a cuore di conservare l’unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. Un
solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella
della vostra vocazione; un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. Un solo Dio e Padre
di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti. A ciascuno
di noi, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. Questo è detto: “Asceso in
alto, ha portato con sé prigionieri, ha distribuito doni agli uomini”. Ma cosa significa che ascese,
se non che prima era disceso quaggiù nella terra? Colui che discese è lo stesso che anche ascese
al disopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose. Ed egli ha dato ad alcuni di essere
apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pa-
stori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo
di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio. Parola
di Dio

 

Consapevoli delle divisioni tuttora esistenti tra i cristiani, rivolgiamo la nostra preghiera al Padre
perché soccorra la debolezza di tutti noi e la forza del suo Spirito ci guidi a camminare verso
una comunione fraterna con tutti i cristiani. Preghiamo insieme: Raduna i tuoi figli, o Signore!

Padre santo risveglia in noi la consapevolezza dei tuoi immensi doni a cominciare dal dono della
fede Tu ci hai dato questi doni perché potessimo condividerli con i fratelli e collaborare al bene
delle persone che incontriamo nella vita. Donaci il tuo Santo Spirito perché la nostra vita sia
una testimonianza della tua misericordia per tutti. Ti preghiamo: Raduna i tuoi figli, o Signore!

Padre, spargi su di noi la pienezza della tua misericordia e per il potere del tuo Spirito rimuovi
le divisioni fra i cristiani. Fa’ che la tua Chiesa si elevi più chiaramente come segno di unità per
tutte le nazioni affinché il mondo possa essere inondato dalla luce del tuo Spirito e credere in
Gesù Cristo che Tu hai mandato per la pace e la salvezza di ogni uomo. Ti preghiamo: Raduna i
tuoi figli, o Signore!

Padre, donaci la grazia di amarci gli uni gli altri affinché nell’unità dello Spirito professiamo la
nostra fede vivendo in concordia e santa pace, testimoni dell’Evangelo di salvezza dell’unico Si-
gnore del cielo e della terra, Gesù Cristo tuo Figlio. Ti preghiamo: Raduna i tuoi figli, o Signore!

 

Canto

 

Sono anni ormai che viviamo con sofferenza e paura la condizione del genere umano diviso e in
guerra, in rivalità profonde, nell’odio coltivato, nella incapacità di trovare vie di dialogo per una
convivenza rispettosa di tutti. Cristo ”ha costituito la Chiesa perché sia per tutti e per i singoli
il sacramento visibile di una unità salvifica” (LG,9). La Chiesa perciò nei riguardi del mondo ha il
debito di dimostrare e testimoniare come ci si può amare e che l’uomo creato dal Creatore non
è programmato per l’inimicizia e per la contrapposizione, ma per costruire il discorso della pace,
per percorrere le vie della collaborazione, per cercare le intese: in ultima analisi per cercare
l’unità di tutto il genere umano.

Dal Decreto su l’Ecumenismo del Concilio Vaticano II
Il ristabilimento dell’Unità da promuoversi fra tutti i cristiani è uno dei principali intenti del
santo Concilio Vaticano secondo. Da Cristo signore la Chiesa è stata fondata una e unica, eppure
molte comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo;
tutti asseriscono di essere discepoli del Signore, ma la pensano diversamente e camminano per
vie diverse, come se Cristo stesso fosse diviso. Tale divisione contraddice apertamente alla vo-
lontà di Cristo, ed è di scandalo e danneggia la santissima causa della predicazione del Vangelo
ad ogni creatura. Il Signore dei secoli, che con sapienza e pazienza persegue il disegno della sua
grazia verso di noi peccatori, in questi ultimi tempi ha cominciato a effondere con maggiore ab-
bondanza nei cristiani tra loro separati l’interiore ravvedimento e il desiderio dell’unione. Mol-
tissimi uomini in ogni parte del mondo sono stati toccati da questa grazia, ed anche tra i nostri
fratelli separati è sorto per impulso della grazia dello Spirito Santo, un movimento ogni giorno
più ampio per il ristabilimento dell’unità di tutti cristiani. A questo movimento per l’unità, chia-
mato ecumenico, partecipano quelli che invocano la Trinità e professano la fede in Gesù signore
e salvatore […] Quasi tutti però, anche se in modo diverso aspirano alla Chiesa di Dio una e visi-
bile, che sia veramente universale e mandata a tutto il mondo, perché il mondo si converta al
Vangelo e così si salvi per la gloria di Dio.

 

Senza stancarci preghiamo ancora la misericordia del Padre perché la sua luce venga a illuminare
le vicende assurde che in numerose guerre, stanno vivendo i popoli di tutta la terra: La tua luce
venga a diradare la tenebra che incombe sulla umanità.

Tutte le comunità cristiane si mettano in cammino attraverso sentieri di unità. Oltrepassino gli
interessi di questo mondo per riconoscere l’abbondante ricchezza elargita dal lieto annuncio del
tuo Vangelo di Gesù Cristo: La tua luce venga a diradare la tenebra che incombe sull’umanità!

Le nazioni siano liberate dai quotidiani esempi di violenza, prepotenza e prevaricazione. Trovino
guide e promotori capaci di indicare nella convivenza e nel rispetto sentieri di fratellanza e di
pace. La tua luce venga a diradare la tenebra che incombe sull’umanità !

Per quanti sono alla guida delle varie comunità cristiane: siano immagine della carità operosa di
Cristo. L’attenzione alle molteplici necessità di quanti sono loro affidati faccia regnare nei cuori
la perfetta carità. La tua luce venga a diradare la tenebra che incombe sull’umanità!

O Padre, concedi ai governanti di ogni popolo e nazione il dono della vera sapienza perché il loro
servizio sia svolto nella promozione e nella costruzione di una vera giustizia per tutti gli uomini.
La tua luce venga a diradare la tenebra che incombe sull’umanità.

 

L’unità dei cristiani non è compito solo dei Vescovi e dei responsabili delle comunità cristiane:
ogni cristiano è chiamato a vivere questa spinta all’unità, ad avere un animo capace di amore
verso tutti i fratelli che sono da noi separati. Non si tratta di cancellare le diversità e la spiri-
tualità di vari gruppi che è sempre una ricchezza e che non mostra una Chiesa lacerata da divi-
sioni, ma una Chiesa attenta e rispettosa delle diversità dei vari gruppi umani presso i quali vive.
C’è un ecumenismo spirituale, intimo, profondo senza il quale l’unità delle strutture e l’unità delle
celebrazioni sarebbero vuote apparenze.

Dal Decreto su l’Ecumenismo del Concilio Vaticano II
Ecumenismo vero non c’è senza interiore conversione; poiché il desiderio dell’unità nasce e ma-
tura dal rinnovamento della mente, dall’abnegazione di se stesso e dalla liberissima effusione
della carità. Perciò dobbiamo implorare dallo Spirito divino la grazia della sincera abnegazione,
dell’umiltà e mansuetudine nel servizio e della fraterna generosità di animo verso gli altri. “Vi
scongiuro dunque – dice l’apostolo delle genti – io, il prigioniero per il Signore, di comportarvi in
modo degno della vocazione, a cui siete stati chiamati, con ogni umiltà e dolcezza, con longanimità,
sopportandovi l’un l’altro nell’amore e studiandovi di conservare l’unità dello spirito, mediante il
vincolo della pace” (Ef 4, 1-3). Questa esortazione riguarda soprattutto quelli che sono stati in-
nalzati al sacro Ordine con l’intento di continuare la missione di Cristo. Il quale tra di noi “non è
venuto per essere servito, ma per servire” (Mt 20,28). Anche delle colpe contro l’unità vale la
testimonianza di S. Giovanni: “Se diciamo di non aver peccato, lo tacciamo di bugiardo, e la parola
di lui non è in noi“ (1 Gv 1,10). Perciò con umile preghiera chiediamo perdono a Dio e ai fratelli
separati come pure noi “rimettiamo ai nostri debitori”.

 

Davanti a problemi troppo grandi, come è l’unità dei cristiani sparsi in tutto il mondo, noi siamo
come bambini che non riescono a salire gli scalini per arrivare alla loro cameretta. E cosa fanno?
Chiamano la mamma. Anche noi ci troviamo a volte a combattere con le nostre incapacità, con
l’impossibilità di farcela da soli: rivolgiamoci alla mamma, con fiducia, senza smettere di impe-
gnarci, mettiamo nelle mani di Maria la richiesta che si convertano i cuori dei cristiani e sorga
in loro desideri profondi di comunione con tutti coloro che hanno accolto Gesù Cristo. In questo
momento poi tutta la famiglia cristiana, con un cuore solo e un animo concorde, invochi Maria
nostra Madre perché si aprano orientamenti per trattative che portino alla fine delle guerre e
delle atrocità di questo nostro tempo.
Lasciandoci guidare dalle parole del compianto Papa Francesco, uniti ai cristiani appartenenti
alle diverse confessioni nella Chiesa, preghiamo la Madre di Gesù e Madre nostra Maria.

 

O Maria, Madre di Gesù e Madre nostra, noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo di-
menticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre
mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle nazioni e stiamo tradendo i
sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità, ci siamo rinchiusi
in interessi nazionalisti, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo.
Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività. Sop-
primere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della
stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della Terra, abbiamo ferito con
il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Siamo diventati indifferenti
a tutti e a tutto, fuorché a noi stessi. E con vergogna diciamo: perdonaci, Signore! Nella miseria
del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero di iniquità del male e della guerra. Tu.
Madre santa ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desideroso
di perdonarci e rialzarci. E’ lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo Cuore immacolato un rifugio
per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più angusti della
storia ci conduci con tenerezza. Riponiamo la nostra fiducia in te. Siamo certi che tu, special-
mente nel momento della prova, non disprezzi le nostre suppliche e vieni in nostro aiuto.

Maria, attraverso di te, si riversi sulla terra la divina misericordia e il dolce battito della pace
torni a scandire le nostre giornate.

Ora vogliamo scambiarci un gesto di pace e la comunione e la accoglienza fraterna prenda sta-
bilmente posto nel nostro intimo mentre preghiamo come Gesù ci insegna: Padre nostro!

E su tutti noi, sulle nostre famiglie, su coloro che si affidano alla nostra preghiera scenda ab-
bondante la Benedizione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

Canto finale

 

Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di Gennaio-Febbraio 2026