Famiglia e povertà francescana

14 giugno 2015 | pubblicato in: Incontri 2015 | commenti: Commenta questo articolo

 

 

 

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La Fraternità Frate Jacopa di Bologna si è riunita il 10 maggio ’15, presso la parrocchia S. Maria Goretti, per dialogare sul tema della famiglia trattato nel cap.IV del Testo dell’anno.
Proponiamo la sintesi dell’incontro.

 

 

 

Oggi la dimensione affettiva ha una grande eco nell’attuale società, mentre la dimensione razionale è relegata all’ambito tecnico-scientifico.

Questa separazione porta a vivere la vita quotidiana senza il controllo razionale, senza responsabilità, senza impegno, senza uno scopo e riduce l’affettività a pura emozione.

I legami sono considerati una mancanza di libertà e l’io per realizzarsi vuole fare riferimento solo a se stesso.

L’unica verità a cui si crede è la voglia di vivere emozioni o di godersi la vita.

Ma in questo modo la vita è come una barchetta che esce nell’immenso oceano con la libertà di andare dove vuole, senza pensare che un’onda o una corrente la può travolgere quando meno se lo aspetta.

In opposizione a questa visione della vita dobbiamo valorizzare i legami familiari intesi come rapporti tra persone che vogliono fare la volontà di Dio. La relazione io-tu diventa fonte di realizzazione quando le persone si rapportano nella povertà del proprio essere, cioè quando l’io decide di fare di tutto affinché il tu diventi pienamente se stesso e di lasciarsi aiutare dal tu per realizzare se stesso. Nel dialogo (che non è solo scambio di emozioni) entrambi criticano e valorizzano l’altro, lo riscattano, cioè pagano il prezzo affinché l’altro possa migliorare ed essere veramente libero.

L’amore è un atto di volontà accompagnato dai sentimenti. Ma sarebbe irrealizzabile se le relazioni non avessero un esemplare nell’Amore di Dio. Poiché l’uomo à stato creato ad immagine di Dio-Amore, “l’amore sempre fedele di Dio si pone come esemplare delle relazioni di amore fedele che devono esistere tra gli uomini” (FC 12).

Ecco allora che le relazioni umane per essere tali devono essere simili a quelle vissute all’interno della Trinità, cioè devono essere dono mutuo.

Questo pensiero sostenuto dall’Esortazione Apostolica “Familiaris Consortio” è fondamentale nella teologia francescana nella quale si parte sempre da Dio come realtà fondante, configurante ed esemplare.

Compito di ogni famiglia è quello di vivere, crescere, perfezionarsi per “diventare sempre più quello che è, ossia comunità di vita e di amore” (FC 17).

Secondo papa Francesco , è fondamentale la “preghiera del povero” (Omelia, 27-10-’13) che, come il pubblicano, è consapevole della propria indegnità e sente il bisogno della misericordia di Dio.

Il povero di spirito può sanare la sua affettività attraverso l’incontro con Cristo che nell’Eucaristia si fa povero per andare incontro all’uomo e manifestargli l’Amore di Dio.

Dopo l’esposizione si è avviato un dialogo in cui i partecipanti hanno espresso i loro dubbi e quesiti. Attraverso il confronto e un ascolto attento delle reciproche esperienze familiari, ha trovato slancio la speranza e la volontà di conoscersi meglio per testimoniare, come singoli e come Fraternità, la propria fede in ogni situazione della vita, anche (e soprattutto) nelle avversità.

 

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