Prendersi cura del creato con cuore di famiglia

15 agosto 2019 | pubblicato in: Pubblicazioni | commenti: Commenta questo articolo

 

 

img144-207x300Se la famiglia farà propria la “missione di diventare sempre più quello che è, ossia comunità di vita e di amore” (cf FC 17), allora potrà realizzare il suo compito di fungere da “contro-ambiente”, da “nucleo di resistenza” (C. Giaccardi) alla mentalità corrente che sta già mostrando i suoi frutti malati, non solo nell’inaridirsi delle relazioni interpersonali, ma anche nella chiusura dei populismi all’interno di politiche nazionalistiche che pongono gli interessi di parte al di sopra del Bene comune.
I frutti dell’asserragliamento negli angusti confini del sé, purtroppo si vedono in maniera allarmante anche nelle condizioni di degrado in cui versa la salute del nostro pianeta (l’unico che noi abbiamo) sfruttato e violato in maniera insostenibile, fino a provocare aridità del suolo, desertificazione, cambiamenti climatici devastanti che danno origine ad alluvioni, a cicloni di una violenza senza precedenti, all’innalzamento del livello dei mari, alla distruzione di molte specie viventi la cui biodiversità è indispensabile per la nostra sopravvivenza, a causa dell’interdipendenza delle creature tra di loro, unite nello stesso ciclo vitale, ma anche nello stesso processo di distruzione. E così “… per causa nostra migliaia di specie non daranno gloria a Dio con la loro esistenza, né potranno comunicarci il loro messaggio. Non ne abbiamo il diritto”, ammonisce Papa Francesco (LS 33).
L’uomo ponendo al primo posto il profitto, si è fatto predatore delle risorse della terra senza pensare che in questo modo le generazioni future saranno destinate a soccombere. Urge, pertanto, intervenire, ponendo in atto un’inversione di rotta della nostra mentalità e dei nostri stili di vita, una “conversione ecologica” che porti le generazioni ad allearsi tra loro e a protendersi le une verso le altre in un abbraccio reciproco solidale e rigenerativo. La famiglia può e deve essere il luogo in cui costruire nuove alleanze tra le generazioni, tra i generi, tra chi è forte e chi è fragile. Solo allora essa sarà veramente se stessa, assumendo un ruolo salvifico nei confronti del mondo.
La salvezza non passa solo attraverso un discorso economico-politico, ma anche attraverso il recupero dello stupore pieno di ammirazione nel contemplare la bellezza del creato con tutte le sue creature, come ci insegna S. Francesco nel “Cantico di frate sole”. S. Francesco si circonda delle creature, chiamandole fratelli e sorelle, perché riconosce in esse la comune provenienza dal Padre celeste.
Per ridare vigore alla speranza di poter risolvere i gravi problemi che ci attanagliano, non possiamo non ricuperare la fiducia nella famiglia quale luogo di alleanza intergenerazionale in cui le differenze siano valorizzate e non prevalga un’indistinta “equivalenza delle differenze”, come nella visione individualistica della società in cui ognuno è per se stesso e tutti sono indifferenti, incapaci di aver cura gli uni degli altri, soprattutto dei più deboli.
La famiglia, culla della vita donata e accolta, diventi luogo dell’Amore, luogo di missione per diffondere il Verbo della vita in tutti i campi dell’esistenza e delle attività umane, nell’unione dello spirito e del corpo, secondo un’“ecologia integrale” capace di investire ogni espressione dell’umano e di rinnovare la propria relazionalità con i fratelli e tutte le creature che “de Te, Altissimo, portano significazione”.

Dalla presentazione del Calendario 2020

Per richiederlo rivolgersi a info@coopfratejacopa.it

ISSN 1974-2339

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