Protocollo internazionale per il diritto all’acqua

16 luglio 2015 | pubblicato in: Percorsi di Giustizia | commenti: Commenta questo articolo

 

 

La Cooperativa Frate Jacopa, condividendo il presente appello, ha aderito al Comitato di Sostegno e invita ad aderire a livello personale utilizzando il modulo Subscribe, sul sito della Campagna

 

acqua1Per sollecitare la comunità internazionale a definire norme giuridicamente vincolanti sul diritto all’acqua, a concretizzazione della risoluzione dell’ONU del 2010, il Contratto mondiale ha redatto la proposta di un “Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti economici sociali e culturali” (PIDESC) che definisce le modalità per rendere concreto il “Diritto umano all’acqua e ai servizi igienici”.

Questa proposta che risponde ad uno degli obiettivi del Manifesto ABC e dell’Agenda politica Acqua Bene Comune vuole essere un contributo ed una sfida in occasione di due importanti eventi internazionali che caratterizzeranno il 2015: il processo di definizione dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile Post2015 che l’Assemblea delle Nazioni Unite approverà ad ottobre, la Conferenza sul Clima COP 21 che si svolgerà a dicembre a Parigi.

L’urgenza di sancire il diritto umano all’acqua e ai servizi igienici di base, attraverso uno strumento di diritto internazionale, cogente per gli Stati, è oggi una priorità in funzione dei processi di globalizzazione che tendono a trasfomare l’acqua in una commodity e a ridurre la sovranità degli Stati e la cogenza delle legislazioni nazionali, anche di rango costituzionale, a difesa dei diritti umani sanciti dalla Dichiarazione dell’Onu.

Trattati come il TTIP, o altri accordi di liberalizzazione dei servizi locali, introducono vincoli alla sovranità degli Stati e concedono alle multinazionali la facoltà di portare, al giudizio di Corti private di arbitrato, legislazioni o vincoli che limitano il libero mercato, anche se relative a servizi di tutela dei diritti umani, come attestano alcune esperienze di Paesi dell’America Latina.

L’adozione di un Protocollo/Trattato Internazionale per il diritto umano all’acqua, associato al Patto PIDESC, introduce importanti elementi di avanzamento e novità rispetto alle risoluzioni, convenzioni e trattati esistenti. Sancisce infatti un diritto umano “autonomo”, specifico in tema di acqua e servizi igienici, definisce le modalità con cui deve essere garantito dagli Stati sul piano sostanziale e su quello procedurale.

Il Protocollo è accompagnato da un documento di “commento” che illustra il criterio di stesura.

Per ottenere l’adesione alla proposta del Protocollo di un gruppo di Stati e l’avvio di una fase negozziale presso il Consiglio dei Diritti Umani, è necessario una mobilitazione internazionale da parte di cittadini, ONG, Movimenti sociali, nei confronti dei rispettivi Governi.

Per raggiungere questo risultato è stata lanciata la Campagna internazionale “WaterHumanrighttretay” ed è stato attivato un sito specifico www.waterhumanrighttreaty.org, che illustra gli obiettivi e le modalità di adesione e sostegno alla Campagna.

È possibile approfondire i contenuti del Protocollo e della Campagna attraverso i documenti reperibili sul sito www.contrattoacqua.it.

 

Invitiamo tutti ad aderire a livello personale utilizzando il modulo Subscribe, sul sito della Campagna

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