Uno di noi

21 dicembre 2013 | pubblicato in: Percorsi di Giustizia | commenti: Commenta questo articolo

 

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Per richiedere alle Istituzioni europee di riconoscere il diritto alla vita del bambino concepito e non ancora nato.

L’embrione umano merita il rispetto della sua dignità e integrità. Lo afferma una recente sentenza della Corte europea di Giustizia che definisce l’embrione umano come l’inizio dello sviluppo dell’essere umano.

 

La cultura e il diritto europei proclamano continuamente i diritti dell’uomo, ma poi distolgono lo sguardo dal più piccolo e povero tra gli uomini, quale è, in particolare, il figlio non ancora nato.

 

La gran voce della iniziativa dovrà persuadere i popoli e le Istituzioni europee a riflettere sulla dignità dell’uomo quale titolare dei diritti umani anche quando compare nel mondo dell’esistenza con il nome di embrione.

 

Le Istituzioni europee sono invitate ad introdurre un divieto al finanziamento di attività che implicano la distruzione di embrioni umani.

 

Ogni cittadino maggiorenne dei 27 Paesi dell’Unione europea può sostenere “Uno di noi”. Le procedure non richiedono l’autenticazione notarile ma richiedono che il cittadino si identifichi.

 

In Italia è necessario riportare i dati del documento di identità (passaporto o carta d’identità) in corso di validità. Ogni cittadino può apporre la propria firma una volta soltanto, o sottoscrivendo on line (www.oneofus.eu) o su modulo cartaceo (www.unodinoi.mpv.org).

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