Come sentinelle del vero bene

15 ottobre 2017 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

img2453La gioia del Vangelo fa nascere nel nostro intimo fiducia, ottimismo, speranza. L’allontanamento e la dimenticanza del Vangelo sta producendo frutti mortiferi per gli uomini della nostra generazione. Come scrive Papa Francesco, enumerando alcune sfide del mondo attuale: “Non possiamo dimenticare che la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo vivono una quotidiana precarietà, con conseguenze funeste. Aumentano alcune patologie. Il timore e la disperazione si impadroniscono del cuore di numerose persone, persino dei cosiddetti paesi ricchi. La gioia di vivere frequentemente si spegne, crescono la mancanza di rispetto e la violenza, l’inequità diventa sempre più evidente” (Evangelii Gaudium, 52). Nella nostra preghiera, come sentinelle del vero bene dell’uomo, teniamo presente questa dolorosa condizione in cui vive l’uomo e a tutti diciamo che “con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia” (Evangelii Gaudium, 1).

 

                                             Veglia di preghiera

 

Canto

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Lo Spirito Del Signore guidi la nostra preghiera e i nostri pensieri.

 

Preghiamo: Con il mese di ottobre in un certo senso ricomincia un anno nuovo, ricominciano le varie attività che si estenderanno lungo tutto l’anno; anche nella Chiesa ricomincia un nuovo anno pastorale, si dà avvio a iniziative nuove. Signore fa che tutto sia per l’edificazione del tuo popolo, per suscitare speranza e gioia nelle persone. Fa’ che tutti noi collaboriamo con umiltà e con spirito di servizio perché la Chiesa sia accogliente e casa comune per ogni uomo. Te lo chiediamo per Gesù Cristo nostro Signore.

 

La nostra società è caratterizzata da stati di tristezza, da un sentire in modo esagerato il peso e la fatica della vita e dall’essere spesso prigionieri di depressione e scoraggiamento. Sempre più viviamo tra persone che camminano chiuse e curve sulle loro vicende e che sembrano dire che sopra la nostra testa ci sia come una lastra di cemento armato che ci pesa e non ci lascia vedere niente. Noi cristiani siamo chiamati a testimoniare che la vita che viviamo è sì difficile e pesante, ma è possibile viverla nella pace e nella gioia portando in noi la speranza che ci è stata consegnata. Le parole di S. Paolo nella Lettera ai Filippesi ci sembrano un invito rivolto a noi in questo tempo: “Siate sempre lieti nel Signore, ve lo ripeto, siate lieti. La vostra amabilità sia nota a tutti. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni circostanza fate presenti a Dio le vostre richieste con preghiere, suppliche e ringraziamenti. E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.” (4,4-7). Il Concilio Vaticano II, rivolgendosi a tutti noi ci ammonisce a questo riguardo.

 

Dal Concilio Vaticano II (Lumen Gentium, 35)
Cristo, il grande profeta, che con la testimonianza della sua vita e con la virtù della sua parola ha proclamato il regno del Padre, adempie la sua funzione profetica fino alla piena manifestazione della sua gloria, non solo per mezzo della gerarchia, la quale insegna in nome e con il potere di lui, ma anche per mezzo dei laici, che perciò costituisce suoi testimoni e li provvede del senso della fede e della grazia della parola, perché la forza del Vangelo risplenda nella vita quotidiana, familiare e sociale. Essi si mostrano come i figli della promessa, se forti nella fede e nella speranza mettono a profitto il tempo presente e nella pazienza aspettano la gloria futura. E questa speranza non la nascondono nell’interno del loro animo, ma con una continua conversione e con la lotta “contro i dominatori di questo mondo tenebroso e contro gli spiriti maligni “, la esprimono anche attraverso le strutture della vita secolare.

 

Preghiamo. Con le parole di un anonimo del XVI secolo domandiamo al Signore lo Spirito Santo che ci dia la pace e la gioia nella speranza che possa contagiare le persone che incontriamo:

 

O Spirito Santo! Dio che sei carità del Padre e del Figlio, bontà e misericordia senza fine, santo e le cui opere sono tutte sante; tu che fai e rendi l’uomo puro, umile, paziente, povero in spirito, obbediente amabile, mite, pacifico, semplice, devoto, rivestito di un timore salvifico e di un’umile fiducia, fervente verso Dio e autentico verso gli uomini!

 

Vieni in me, Spirito Santo. Ti prego per la tua infinita bontà: indirizza e fa giungere alla mia anima almeno un raggio della tua luce divina, illuminazione che supera ogni intelligenza, tutte le luminosità di questa terra, ogni scienza e ogni sapienza. Tu impartisci all’anima tutto ciò di cui essa ha fame, poiché tu sei largo nel donare: in te io trovo con abbondanza tutto ciò di cui mi riconosco bisognoso, sia nel mio intelletto, sia nei miei affetti, come pure nel profondo del mio cuore.

 

Scendi dunque in me, Spirito Santo, perché colui al quale doni la tua luce, non camminerà nella tenebra ma avrà la luce della vita.

 

Canto

 

La testimonianza della speranza non solo deve risplendere dal nostro volto, dalle nostre parole, dalle nostre azioni, ma dobbiamo saper trovare momenti per fermarci con le persone e spiegare loro i motivi della nostra speranza, con umiltà, senza l’aria di chi crede di sapere tutto e senza trovare in tutto la spiegazione facile. Parlare della speranza dopo aver ascoltato, dopo aver condiviso le varie situazioni. La lettera di S. Pietro ci invita ancora a testimoniare la speranza.

 

Dalla prima lettera di S. Pietro (3,8-15)
Siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno. Misericordiosi, umili. Non rendete male per male né ingiuria per ingiuria, ma rispondete augurando il bene. A questo infatti siete chiamati da Dio per avere in eredità la benedizione. Chi infatti vuole amare la vita e vedere giorni felici trattenga la lingua dal male e le labbra da parole d’inganno, eviti il male e faccia il bene, cerchi la pace e la segua, perché gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere; ma il volto del Signore è contro coloro che fanno il male. E chi potrà farvi del male, se sarete ferventi nel bene ? Se poi doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non sgomentatevi per paura di loro e non turbatevi, ma adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che malignano sulla vostra buona condotta in Cristo. Parola di Dio.

 

Preghiamo con le parole di Giovanni Papini uno scrittore dell’inizio secolo scorso. Egli a quarant’anni si convertì a Gesù Cristo che aveva dileggiato negli anni passati scrivendo contro di lui anche parole blasfeme di cui sentirà vergogna e dispiacere nel resto della sua vita. Dopo la conversione scrisse una meravigliosa Vita di Cristo che termina con una stupenda preghiera che riportiamo a tratti:

Sei ancora, ogni giorno, in mezzo a noi, o Cristo. E sarai con noi per sempre.

Vivi tra noi, accanto a noi, sulla terra ch’è tua e nostra, su questa terra che ti raccolse, fanciullo tra i fanciulli e, giustiziabile, tra i ladri; vivi coi vivi, sulla terra dei viventi che ti piacque e che ami, vivi d’una vita non umana sulla terra degli uomini, forse invisibile anche a quelli che ti cercano, forse sotto l’aspetto d’un povero che compra il suo pane da sé e nessuno lo guarda.

Ma ora è giunto il tempo che devi riapparire a tutti noi e dare un segno perentorio e irrecusabile a questa generazione.

Tu vedi, Gesù, il nostro bisogno, tu vedi fino a che punto è grande il nostro grande bisogno; non puoi fare a meno di conoscere quanto è improrogabile la nostra necessità, come è dura e vera la nostra angustia, la nostra indigenza, la nostra disperazione; tu sai quanto abbisogniamo d’un tuo intervento, quant’è necessario un tuo ritorno.

Abbiamo bisogno di te, te solo, e di nessun altro. Tu solamente, che ci ami, puoi sentire per tutti noi che soffriamo, la pietà che ciascuno di noi sente per se stesso. Tu sai quanto sia grande, proprio in questo tempo, il bisogno del tuo sguardo e della tua parola. (G. Papini, Storia di Cristo)

 

Canto

 

La speranza diventa capacità di saper vivere serenamente nella storia che Dio, nostro Padre, ci ha preparato. Non vuol dire che non si incontrano difficoltà, sconfitte, fallimenti, fatica…La speranza ci fa vedere anche i lati buoni della vita, ci fa vedere che il bene esiste, ci fa scoprire tanti aspetti belli che ci dicono che ci sarà un futuro migliore. Soprattutto la speranza ci aiuta a vedere che non siamo soli, che con noi cammina Gesù che ci ha promesso che sarà sempre con noi. Ascoltiamo le parole di Gesù.

 

Dal Vangelo secondo Luca (12,22-32)
Gesù disse ai suoi discepoli: “Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non seminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto? Guardate come crescono i gigli: non faticano e non filano. Eppure io vi dico: neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Se dunque Dio veste così bene l’erba nel campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, quanto più farà per voi gente di poca fede. E voi non state a domandarvi che cosa mangerete e berrete, e non state in ansia; di tutte queste cose vanno in cerca i pagani di questo mondo; ma il Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il suo regno, e queste cose vi verranno date in aggiunta. Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Parola del Signore!

 

Preghiamo: La tua parola Signore ci dà tanta pace, ma non possiamo non vedere intorno a noi molte persone colpite dalla sofferenza e dalla disperazione. Di fronte a loro noi ci sentiamo impotenti e l’unica cosa che possiamo fare è ascoltarli, soffrire insieme con loro e invitarli ad alzare gli occhi a Gesù Crocifisso. Ti preghiamo per tutti loro: Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione!

Ti preghiamo Signore per coloro che sono colpiti da gravi malattie: sii misericordioso con tutti loro, sostienili nella loro lotta quotidiana e dà pace al loro cuore: Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione!

Ti preghiamo Signore per coloro che sono diventati vittime di vari tiranni che spadroneggiano nella nostra società come la droga, l’alcool, il sesso, il denaro, il gioco. Restituisci a queste persone la loro dignità, fa che tornino loro a guidare la loro vita e possano respirare a pieni polmoni la libertà. Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione!

Ti preghiamo Signore per coloro che sono senza lavoro e che ogni giorno devono fare i conti per trovare il necessario per la loro famiglia. Signore tu vedi come i responsabili della nostra società riescono solo a fare promesse. Suscita tra noi persone che sinceramente vogliano il bene di tutti, soprattutto dei più svantaggiati e dei più deboli. Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione!

Ti preghiamo Signore per tutti gli emigranti che vivono sofferenze e violenze senza limiti: sfruttati, resi schiavi, derubati di tutto anche della loro dignità, violentati, in pericolo di morte, respinti, smembrati nelle famiglie. Signore poni fine a questa troppo lunga vergognosa piaga. Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione!

Ti preghiamo Signore per le famiglie disastrate dove nasce l’odio e l’incapacità di accogliersi, dove non c’è il perdono e si commettono ingiustizie, violenze, omicidi. Ridona a tutti noi la grazia di saper guardare alla santa famiglia di Nazareth. Signore Gesù, unisci la sofferenza di ogni uomo alla tua passione.

 

Ci uniamo in preghiera con le parole che Gesù stesso ci consegnò quando i discepoli gli dissero: insegnaci a pregare:

Padre nostro.

 

Scambiamoci la pace che Cristo risorto augurava sempre nelle sue apparizioni: E che la pace del Signore regni sempre nelle nostre famiglie e in qualsiasi angolo della nostra società.

 

Benedizione:
Il Signore ci benedica e ci custodisca,
mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi.
Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci dia pace.
Il Signore ci benedica e ci protegga sempre Amen.

 

Ci affidiamo a Maria santissima madre di Gesù e madre nostra: Ave Maria

 

A tutti noi radunati per la preghiera, conceda il Signore la salute del corpo e la consolazione dello Spirito. Amen

 

Canto finale

 

Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di ottobre 2017

 

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