Il Giubileo della Misericordia

29 novembre 2015 | pubblicato in: Incontri 2015 | commenti: Commenta questo articolo

 

 

Domenica 25 ottobre presso la parrocchia S. Maria di Fossolo in Bologna, la Fraternità Francescana Frate Jacopa si è riunita insieme ad alcuni parrocchiani per riflettere insieme a p. Lorenzo Di Giuseppe sul 1° capitolo del Testo dell’anno: “Siate misericordiosi come il Padre vostro”. Alla stimolante relazione di p. Lorenzo è seguito un dibattito vivace a più voci.

La preghiera comunitaria e una sobria convivialità hanno accompagnato l’incontro in un clima amichevole e fraterno.

Riportiamo la sintesi della riflessione di p. Lorenzo.

 

Papa Francesco intIMG-11ende annunciare la fede cristiana all’uomo d’oggi. Ѐ il discorso della nuova evangelizzazione. L’indizione del Giubileo è una chiamata per questa nuova evangelizzazione mettendo al centro il tema della Misericordia per poter parlare all’uomo d’oggi e trovare in lui un orecchio attento ed accogliente. Infatti tutti abbiamo desiderio di incontrare un amore misericordioso che ci ami senza giudicarci. Noi cristiani poi “abbiamo tutti bisogno di contemplare il mistero della misericordia: esso è fonte di gioia, di serenità e di pace. Ѐ condizione della nostra salvezza. Misericordia: è la parola che rivela il mistero della SS. Trinità; Misericordia: è l’atto ultimo e supremo con il quale Dio ci viene incontro” (MV 2).

Abbiamo bisogno di contemplare a lungo il mistero della misericordia per capire chi è veramente Dio, per conoscere il Padre che ci ha rivelato Gesù Cristo: Gesù Cristo è l’unico che poteva dirci chi è il Padre perché Lui viene dal Padre e conosce il Padre; Gesù Cristo è il volto del Padre, la manifestazione completa di Dio.

Per comprendere meglio la misericordia, dobbiamo ritornare agli inizi della storia quando misteriosamente l’uomo si è lasciato ingannare dal maligno: il peccato originale ha intaccato fondamentalmente l’idea di Dio e di conseguenza il rapporto con Dio. Il maligno riesce a insinuare nel cuore e nella mente dell’uomo che Dio è uno che dà ordini, che considera l’uomo come uno schiavo, che quindi non ama l’uomo, non vuole la sua libertà e la sua felicità. Come un veleno, questa menzogna getta smarrimento e sfiducia nell’uomo. Ѐ questo il nucleo del peccato originale che si abbarbica alla radice dell’umanità e diventa quasi una sua seconda natura. Creato per amore e per la felicità, per partecipare alla vita di Dio, l’uomo ingannato entra in uno smarrimento e in una infelicità, e diventa anche schiavo prigioniero di questa menzogna. Con le sue sole forze non riesce a liberarsi.

Ma Dio è fedele, è fermo nel suo amore che è come roccia e non smette di amare l’uomo ed è deciso nel volere la comunione con lui e nel volere per lui pienezza di vita e felicità. Per questo Dio fa per l’uomo una Storia di Salvezza e di liberazione per aprire i suoi occhi dalla menzogna del maligno e dare all’uomo un cuore nuovo che riconosca l’amore misericordioso del Padre che attende il ritorno del figlio, che si china sulla debolezza e sulla miseria della sua creatura e se la carica sulle spalle per ricondurla sulla giusta strada.

La Storia di Salvezza ha un culmine: quando furono maturi i tempi il Padre mandò il Figlio che si incarnò e divenne uno di noi: Gesù Cristo venne a parlarci di un Padre non teoricamente, ma assumendo il compito di essere il suo volto, il volto dell’amore misericordioso (MV 1). Tutto in Gesù Cristo rivela il Padre come solo Lui poteva fare e chi vede Lui vede il Padre, vede le opere del Padre, intuisce il cuore del Padre. E Gesù è misericordia: la sua venuta tra noi, la sua umiltà, la sua povertà, le sue parole, i suoi miracoli, la sua Pasqua, la sua Passione, la sua Morte, la sua Resurrezione, l’invio dello Spirito Santo, il dono della Chiesa, è misericordia.

Illuminati e mossi dall’azione dello Spirito Santo diventiamo capaci di accogliere in noi Gesù Cristo, di credere allelorenzo sue parole e, contemplando il suo volto, liberarci dal veleno del maligno e, nella gioia e nella pace, sperimentare la misericordia di Dio più forte dei nostri tradimenti e dei nostri peccati. Allora la nostra vita ci apparirà come una vita fatta da un Padre, una vita piena di senso e di felicità, un cammino verso la patria.

Ogni uomo ha bisogno di incontrare la misericordia, di conoscere chi è veramente Dio. La nuova evangelizzazione, per arrivare a tutti gli uomini, deve presentare il vero Dio, il Dio misericordioso e pietoso. Il Papa ci ripete: “Nel nostro tempo in cui la Chiesa è impegnata nella nuova evangelizzazione il tema della misericordia esige di essere riproposto con nuovo entusiasmo” (MV 12). La Chiesa è “serva e mediatrice” dell’annuncio della misericordia.

La misericordia accolta e vissuta diventa programma della nostra vita e tutto in noi manifesta uno stile di vita che ha come sorgente la misericordia e realizza in noi la parola di Gesù: “Siate misericordiosi come il Padre vostro che è nei cieli” (Lc 6,36). Diventeremo così testimoni della misericordia di Dio in questo mondo che ha estremo bisogno della misericordia, ma che vive lontano da essa e si esprime in relazioni dove si manifestano giudizi severi e senza appello, soprattutto verso i più poveri e verso gli scarti della società.

Indicendo un Giubileo speciale Papa Francesco ha creduto opportuno di scegliere il Giubileo per annunciare la misericordia. Il Giubileo è come una chiamata per tutti, un fremito che percorreva tutto il Popolo di Dio per destarlo e metterlo in tensione per una cosa molto importante. Ognuno è sollecitato a mettersi in gioco e a lasciarsi coinvolgere totalmente nel pensiero, nell’affetto, nella preghiera, nelle azioni, nelle relazioni e perfino negli averi.

La cosa molto importante che Papa Francesco vuole realizzare è annunciare la misericordia, l’amore di Dio per ogni persona umana, perché sia balsamo per la vita di ogni uomo, diventi stile di vita e trasformi l’intera società rendendola più solidale e fraterna.

 

 

 

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