“La buona politica è al servizio della pace”

5 gennaio 2019 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

dicembreDa pochi giorni è iniziato un nuovo anno. Ci domandiamo che senso ha il tempo che viviamo: di certo il tempo è un dono di Dio per la nostra vita. Cosa rappresenta per noi? Il tempo è il luogo dove Dio viene a trovarci. Il tempo è il luogo dove Gesù, il Figlio di Dio, inviato a noi da Dio, ci manifesta il suo amore inimmaginabile, che noi possiamo accogliere e al quale possiamo rispondere. Il tempo è anche il luogo che ci è dato per maturare la nostra personalità, per maturare la nostra dimensione sociale, per vivere con gli altri, per curare buone relazioni, per vivere una buona politica, rapporti costruttivi perché lo stare insieme sia occasione di libertà e sia nel rispetto del diritto di tutti. Ci ammonisce la parola del Santo Padre che all’inizio di ogni anno ci invia un messaggio per indicarci la via nella quale camminare insieme. In questo anno il messaggio è “La buona politica è al servizio della pace”. Accogliamo la sua parola e su di essa riflettiamo e preghiamo per poter rinnovare il desiderio e l’impegno di coltivare nuovi rapporti di pace.

 

                                                                                       Veglia di preghiera

Presidente: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo: l’amore di Dio e la sua sconfinata misericordia sia con tutti voi!
All’inizio di questo nuovo anno, guidati da S. Francesco, innalziamo un inno di lode e di ringraziamento a Dio nostro Padre che in Gesù Cristo ci ha amato e ci ama con un amore incredibile. Ringraziamo il Signore a nome di tutta l’umanità.

Lettore: Tu sei santo, Signore, Dio unico, che compi meraviglie.
Tutti: Tu sei forte, Tu sei grande, Tu sei altissimo.

Lettore: Tu sei re onnipotente, Tu, Padre santo, re del cielo e della terra.
Tutti: Tu sei trino e uno, Signore Dio dell’universo. Tu sei il bene, ogni bene, il sommo bene, il Signore Dio vivo e vero.

Lettore: Tu sei carità, amore. Tu sei sapienza, Tu sei umiltà, Tu sei pazienza, Tu sei bellezza.
Tutti: Tu sei mansuetudine, Tu sei sicurezza, Tu sei quiete, Tu sei gaudio e letizia.

Lettore: Tu sei la nostra speranza. Tu sei giustizia, Tu sei temperanza, Tu sei ogni nostra ricchezza in sovrabbondanza.
Tutti: Tu sei bellezza, Tu sei mansuetudine. Tu sei protettore, Tu sei nostro custode e difensore.

Lettore: Tu sei fortezza, Tu sei refrigerio.
Tutti: Tu sei la nostra speranza, Tu sei la nostra fede, Tu sei la nostra carità.

Lettore: Tu sei la nostra dolcezza.
Tutti: Tu sei la nostra vita eterna, grande e ammirabile Signore, Dio onnipotente, misericordioso Salvatore.

 

Canto

 

Il nostro Creatore, donandoci gratuitamente la vita, ha affidato a noi non solo la custodia del creato, ma anche la responsabilità di organizzare la vita di relazione, di promuovere la vita di tutti perché sia dignitosa e ordinata nella fruizione dei doni dati come doni di creazione per il bene di tutti. La politica è necessaria per difendere i diritti di tutti e rendere possibile una convivenza a misura della dignità di ogni uomo e dell’intera famiglia umana.

 

Dal Messaggio per la 52ª Gornata Mondiale della Pace
Inviando in missione i suoi discepoli, Gesù dice loro: In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Offrire la pace è al cuore della missione dei discepoli di Cristo. E questa offerta è rivolta a tutti coloro, uomini e donne, che sperano nella pace in mezzo ai drammi e alle violenze della storia umana. La “casa” di cui parla Gesù è ogni famiglia, ogni comunità, ogni Paese, ogni continente, nella loro singolarità e nella loro storia; è prima di tutto ogni persona, senza distinzioni né discriminazioni. È anche la nostra “casa comune”: il pianeta in cui Dio ci ha posto ad abitare e del quale siamo chiamati a prenderci cura con sollecitudine. Sia questo dunque anche il mio augurio all’inizio del nuovo anno: “Pace a questa casa!”
La pace è simile alla speranza di cui parla il poeta Charles Péguy: è come un fiore fragile che cerca di sbocciare in mezzo alle pietre della violenza. La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo e alla fin fine per costruire la pace. Come sottolineava Papa Paolo VI: “Prendere sul serio la politica nei suoi diversi livelli, significa affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità”. Se attuata nel rispetto fondamentale della vita, della libertà e della dignità delle persone, la politica può diventare veramente una forma eminente di carità.

 

Canto

 

Preghiamo insieme a S. Giovanni Paolo II:
Ti preghiamo, o Padre nostro, per il Verbo che si fece carne e, nella notte di Betlemme, venne ad abitare in mezzo a noi. Ti ringraziamo perché nel tuo Verbo hai amato l’uomo “prima della creazione del mondo”. Ti ringraziamo, perché in Lui, tuo Figlio prediletto, hai deciso di rinnovare tutto il creato, hai deciso di redimere l’uomo.
Padre, guarda con gli occhi del neonato Bambino, il numero senza fine degli uomini che anche oggi sono nella sofferenza e nella disperazione. Ascolta, Padre, il grido di pace che sale da interi popoli martoriati dalla guerra; parla al cuore di quanti possono contribuire, mediante trattative e dialogo, a soluzioni eque ed onorevoli per il bene di tutti. Guarda, Padre, i popoli senza gioia e senza sicurezza, perché vedono conculcati i propri diritti e derubati dei propri beni. Spingi le persone e i popoli, soprattutto i responsabili dei popoli, a rompere il muro dell’egoismo, della prepotenza e dell’odio e ad abbracciare con decisione una buona politica che apra la strada al rispetto fraterno verso ogni uomo e faccia partecipare tutti alla costruzione di una convivenza basata sulla pace.

 

Canto

 

Ogni giorno siamo testimoni di gravi vizi della politica. Uno spazio scandaloso ha la corruzione, nelle sue molteplici forme di appropriazione indebita dei beni o di strumentalizzazione delle persone sempre per maggiori profitti, la negazione del diritto, il non rispetto delle regole comunitarie, l’arricchimento illegale, la xenofobia e il razzismo, il rifiuto di prendersi cura della terra, lo sfruttamento illimitato delle risorse naturali… Questi vizi indeboliscono l’ideale di un’autentica democrazia, sono la vergogna della vita pubblica e mettono in pericolo la pace sociale. Il cristiano deve essere consapevole di questa possibile corruzione della politica e deve combatterla con decisione.

 

Dal Messaggio per la 52ª Giornata Mondiale della Pace
Papa Benedetto XVI ricordava che “ogni cristiano è chiamato a questa carità, nel modo della sua vocazione e secondo le sue possibilità d’incidenza nella polis… L’azione dell’uomo sulla terra, quando è ispirata e sostenuta dalla carità, contribuisce all’edificazione di quella universale città di Dio verso cui avanza la storia della famiglia umana”. È un programma nel quale si possono ritrovare tutti i politici, di qualunque appartenenza culturale o religiosa che insieme, desiderano operare per il bene della famiglia umana, praticando quelle virtù umane che soggiacciono al buon agire politico: la giustizia, l’equità, il rispetto reciproco, la sincerità, l’onestà, la fedeltà. Ne siamo certi: la buona politica è al servizio della pace; essa rispetta e promuove i diritti umani fondamentali, che sono ugualmente doveri reciproci, affinché tra le generazioni presenti e quelle future si tessa un legame di fiducia e di riconoscenza.

 

Canto

 

Preghiamo:
Nella nostra società i cristiani sono quasi assenti dalla vita politica e quando ci sono, rischiano di essere poco incidenti. Sappiamo, e il Messaggio di Papa Francesco ce lo ricorda, che ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune e che il contributo dei cristiani è fondamentale per una buona politica. Preghiamo il Signore perché ci svegli dalla nostra inerzia. Diciamo: Ascoltaci, Signore!

Cento anni dopo la fine della prima Guerra Mondiale, mentre ricordiamo i giovani caduti durante quei combattimenti e le popolazioni civili dilaniate, chiediamo al Signore che si mettano in campo tutte le energie positive per estirpare definitivamente la guerra dalla convivenza umana e che tutti i popoli in qualunque parte del mondo possano vivere nella pace e nel vero progresso. Preghiamo: Ascoltaci, Signore!

Celebriamo in questi giorni il settantesimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo, adottata all’indomani del secondo conflitto mondiale. La pace è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza di tutti gli esseri umani. Personalmente essa è una conversione interiore: è un porre l’amore al bene comune in cima ai nostri progetti. Chiediamo al Signore il dono del suo Spirito che ci converta nel cuore e nell’anima per rispondere del bene grande della pace. Preghiamo: Ascoltaci, Signore!

 

La pace è una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. Nel nostro quotidiano noi apprendiamo a costruire la pace, a generare relazioni buone con gli altri che magari vivono vicini a noi, e a ritessere nel dialogo la trama del vivere civile per edificare la pace, coltivando insieme il bene comune.

 

Dal Messaggio per la 52ª Giornata Mondiale della Pace
Quando la politica si traduce, in concreto, nell’incoraggiamento dei giovani talenti e delle vocazioni che chiedono di realizzarsi, la pace si diffonde nelle coscienze e sui volti. Diventa una fiducia dinamica, che vuol dire “io mi fido di te e credo con te” nella possibilità di lavorare insieme per il bene comune. La politica è per la pace se si esprime, dunque nel riconoscimento dei carismi e delle capacità di ogni persona. Ognuno può apportare la propria pietra alla costruzione della casa comune. La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e sul dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali. Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della pace” che possano essere messaggeri e testimoni autentici di Dio Padre che vuole il bene e la felicità della famiglia umana. La pace è una conversione del cuore e dell’anima. La politica della pace, che ben conosce la fragilità umana e se ne fa carico, può sempre attingere dallo spirito del Magnificat che Maria, Madre di Cristo Salvatore e Regina della Pace, canta a nome di tutti gli uomini.

 

Canto

 

Ci rivolgiamo a Maria, la Madre di Gesù e la madre nostra in compagnia di Don Tonino Bello che dal cielo veglia su di noi.

Santa Maria, donna dei nostri giorni, vieni ad abitare in mezzo a noi. Tu hai predetto che tutte le generazioni ti avrebbero chiamata beata. Ebbene tra queste generazioni c’è anche la nostra che vuole cantarti la sua lode non solo per le cose grandi che il Signore ha fatto in te nel passato, ma anche per le meraviglie che Egli continua a operare in te nel presente. Fa che possiamo sentirti vicina ai nostri problemi. Non come Signore che viene da lontano a sbrogliarceli con la potenza della sua grazia, ma come una che, gli stessi problemi li vive anche lei sulla sua pelle, e ne conosce l’inedita drammaticità e ne coglie l’alta quota di tribolazione. Santa Maria, donna dei nostri giorni, dandoti per nostra madre, Gesù ti ha costituita non solo conterranea, ma anche contemporanea di tutti. Nessuno può addebitarti distanze generazionali, né gli è lecito sospettare che tu non sia in grado di capire i drammi della nostra epoca. Mettiti accanto a noi e ascoltaci mentre ti confidiamo le ansie e le incapacità che assillano la nostra convivenza umana. Come tu stessa vedi, la nostra società è prigioniera della corruzione a tutti i livelli e la politica non assolve al suo compito di promuovere il bene comune e di riconoscere i diritti di ogni persona umana. Soccorrici madre e facci sentire la tua rassicurante presenza.

 

Canto in onore di Maria

 

Presidente: Ci rivolgiamo a Dio nostro Padre con la preghiera che Gesù ci ha insegnato, che è la sua preghiera di Figlio: Padre nostro!

 

Ci auguriamo la pace del Signore con un gesto di amicizia e con parole fraterne.

 

E su tutti noi, sulle nostre famiglie, su tutti i popoli della terra scenda la benedizione di Dio che ci accompagni per tutto l’anno.

 

Padre nostro.

 

Benedizione:
Il Signore ci benedica e ci custodisca,
mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi.
Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci dia pace.
Il Signore ci benedica e ci protegga sempre. Amen

 

Canto finale 

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