Non è possibile non amare chi ci ha amato così tanto

15 aprile 2017 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

preghiera

 

Il cammino quaresimale ci ha condotto ai giorni della Pasqua, ormai imminente. In questi giorni i nostri pensieri e i nostri affetti si concentrano sul nostro salvatore Gesù Cristo. Lui è “il più bello tra i figli dell’uomo”, ma per la crudeltà dell’uomo, nei giorni della Passione, “i suoi occhi stupendi languono, il suo volto regale impallidisce, e l’onda del sangue beato riga le sue mani e i suoi piedi trafitti”. Ora riflettiamo: non è possibile non amare chi ci ha amato così tanto, “fino alla fine”, fino a dare tutto per noi, fino ad accettare una morte ignominiosa e crudelissima per noi. Noi non potremo mai riamarlo nella misura adeguata; possiamo però amarlo nella misura delle nostre povere forze. Possiamo in questi giorni stare con Lui e far risuonare nel nostro intimo i racconti della sua Passione. Possiamo accompagnarlo nel suo cammino verso il Calvario e possiamo stare lì ai piedi della Croce con la sua Madre Maria, sicuri con Lei della vittoria di Gesù sul dolore e sulla morte.

 

 

                                                            Veglia di preghiera

Presidente: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
La misericordia, la grazia, la pace del Signore Gesù, sia con tutti voi.

 

Preghiamo: Signore Dio nostro Padre, manda su tutti noi lo Spirito Santo perché ci apra il cuore e la mente ad andare incontro al tuo Figlio Gesù che per noi ha accettato la Passione e la Morte. L’amore dello Spirito intenerisca la durezza del nostro cuore perché davanti alla sofferenza di Gesù nessuno di noi rimanga indifferente. Tu che vivi e regni, con il tuo Figlio amato e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Canto 

 

Gesù, nelle polemiche con gli scribi e i farisei, più volte affermava che tutta la Scrittura parlava di Lui e molte figure dell’Antico Testamento anticipavano la sua persona (l’innocente Abele, Giuseppe venduto dai fratelli, Giona imprigionato tre giorni nel ventre del pesce, il Profeta Geremia, l’agnello sacrificato al posto di Isacco…). Nel libro del Profeta Isaia troviamo inseriti quattro brani lirici, detti “Canti del servo”. Essi presentano un servo di Jahvè che fa in tutto la volontà di Jahvè, raduna il suo popolo, ed è luce delle nazioni, predica la vera fede ed espia con la sua morte i peccati del popolo; alla fine Dio lo glorificherà. Chi è questo servo di Javhè? La liturgia senza alcun dubbio afferma che qui si parla del Messia, di Gesù, il mediatore della salvezza di Dio. Gesù stesso ha applicato a sè i testi del servo sofferente e la sua espiazione vicaria corrisponde alla sua missione.

 

Dal libro del Profeta Isaia (52,13-53,10)
Ecco, il mio servo avrà successo, sarà onorato, esaltato e molto innalzato. Come molti si stupirono di lui – tanto era sfigurato per essere d’uomo il suo aspetto e diversa la sua forma da Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di aprile 2017 1 quella dei figli dell’uomo – così si meraviglieranno di lui molte genti; i re davanti a lui si chiuderanno la bocca, perché vedranno un fatto mai ad essi raccontato e comprenderanno ciò che mai avevano udito. Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? È cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo nessuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio, umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. Parola di Dio

 

Preghiamo: Mettiamo davanti al Signore Gesù il mare sconfinato di tutta la sofferenza dell’umanità e chiediamo che questo immenso patrimonio non venga disperso nel nulla ma venga unito alla sua sofferenza e Passione e diventi una intercessione per la remissione dei peccati di tutti gli uomini e per la salvezza dell’intera umanità.

Preghiamo: Signore Gesù, accogli le nostre sofferenze e uniscile alle tue!

Signore Gesù tu che hai fatto il bene a tutti, che hai amato e compreso tutti, che hai guarito tutti e tuttavia fosti perseguitato, condannato, rifiutato; ti preghiamo di accogliere le sofferenze di tutti coloro che sono costretti a lasciare la propria patria e che intraprendono viaggi di povertà, di sofferenze, di umiliazioni e di rifiuti, e spesso di morte. Ti preghiamo: Signore Gesù, accogli le loro sofferenze e uniscile alle tue!

Signore Gesù ti vediamo flagellato, vediamo il tuo corpo coperto di sangue e legato come un malfattore; mettiamo davanti a Te i colpiti dalla violenza che va spesso oltre ogni misura: donne, bambini, innocenti inspiegabilmente colpiti e spesso anche uccisi. Ti preghiamo: Signore Gesù, accogli le loro sofferenze e uniscile alle tue!

Signore Gesù sul Calvario fosti privato anche dei tuoi vestiti; quante famiglie e quante persone vengono private del lavoro e di tutti i loro diritti e trattati come oggetti, come scarti, come merce, senza alcuna dignità. Ti preghiamo: Signore Gesù, accogli le loro sofferenze e uniscile alle tue!

Signore Gesù, mentre morivi in croce, mormorasti quelle strane parole: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato!” Siamo certi che mai hai perso la fiducia nel Padre. Molti di noi invece si sentono veramente abbandonati, vivono malattie, situazioni di sofferenza, di privazioni e non riescono a vederne un senso, smarriti e senza speranza. Ti preghiamo: Signore Gesù, accogli le loro sofferenze e uniscile alle tue !

 

Canto

 

Molti Santi hanno vissuto incontri meravigliosi con Gesù crocifisso. S. Bonaventura nel racconto dell’incontro di S. Francesco con il Crocifisso a S. Damiano così commenta: “Il ricordo della passione di Cristo si impresse così vivamente nelle più intime viscere del suo cuore che, da quel momento, quando gli veniva alla mente la crocefissione di Cristo, a stento poteva trattenersi, anche esteriormente, dalle lacrime e dai sospiri” (FF 1035). Andiamo a leggere una bella pagina della Santa Angela da Foligno.

 

Da “L’esperienza di Dio amore” di Angela da Foligno
Il mercoledì della settimana santa meditavo sulla morte del Figlio di Dio che si è fatto uomo e mi sforzavo di scacciar via dalla mente ogni altro pensiero per avere l’anima tutta raccolta nella passione e nella morte del Figlio di Dio. Ero, ripeto, tutta protesa nella volontà di liberarmi da ogni altro pensiero, per essere tutta raccolta nella meditazione della passione e morte del Figlio di Dio. E mentre me ne stavo così, all’improvviso udii una voce che mi disse: “Non ti ho amato per scherzo”. Questa parola mi colpì come una ferita di dolore e subito gli occhi della mia anima si aprirono e compresi come erano vere quelle parole e vidi quanto aveva fatto il Figlio di Dio per manifestarmi il suo amore. Scorgevo tutte le prove che questo Dio-Uomo sofferente aveva sostenuto in vita e in morte per quel suo indicibile e smisurato amore. E mentre vedevo in Lui tutti i segni del vero amore, comprendevo anche l’assoluta verità di quella parola, poiché Gesù mi amò non per scherzo, ma con amore perfetto e totale. D’altra parte vedevo che in me c’era tutto il contrario, poiché non lo amavo che per scherzo e con poca verità. E questa constatazione m’era divenuta una pena mortale, così intollerabile che mi pareva di morire. Poi mi furono dette altre parole che aumentarono ancora di più il mio dolore. Dopo quel “Non ti ho amato per scherzo” che mi fece capire che l’affermazione era vera per Lui ma non per me, tanto che ne soffrii fin quasi a morirne, Egli aggiunse: “Non ti ho servito con finzione”; e dopo anche: “Non ti ho conosciuto standomene lontano”. Vedevo che mi aveva amato secondo verità, scorgevo in Lui tutti i segni e le opere dell’amore vero; come si era immolato totalmente per servirmi, come si era avvicinato a me fino a farsi uomo per portare sulle sue spalle, e patirli, i miei dolori.

Le parole di S. Angela da Foligno sono affidate a noi e ci invitano a un momento di silenzio. La nostra preghiera sia un intimo colloquio con il Signore Gesù che ci ha amati e ci ama non per scherzo.

 

Canto

 

Vicino a Gesù, in piedi sotto la croce, stava Maria la Madre. Ci domandiamo se siano stati più grandi i dolori del figlio o i dolori della madre! Veramente una spada trafigge il cuore della madre fin dall’inizio della vita di Gesù! Maria sapeva quale itinerario di sofferenze attendeva la vita del Messia, suo figlio, ed ora nel momento della croce vede scatenarsi tutta la sua sofferenza. Lei sta lì, ferma, forte, ai piedi del suo figlio morente.

 

Dal Vangelo secondo Giovanni (19, 25 – 30)
Stavano presso la Croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “ecco tua madre!“. E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinchè si adempisse la Scrittura, disse: “Ho sete”. Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: “È compiuto!”. E chinato il capo, consegnò lo spirito. Parola del Signore!

 

Rispondiamo a questo Vangelo con una accorata preghiera alla Vergine Addolorata sgorgata dal cuore del francescano fra Jacopone da Todi (conosciuta come Stabat Mater).

Maria Addolorata, la Madre, in pianto sta presso la Croce da cui pende il Figlio. / Immersa in angoscia mortale geme nell’intimo del cuore trafitta da spada. / Quanto grande è il dolore della benedetta fra le donne, Madre dell’Unigenito! / Piange la Madre pietosa contemplando le piaghe del divino suo Figlio / Chi può trattenersi dal pianto davanti alla Madre di Cristo in tanto tormento? / Chi può non provare dolore davanti alla Madre che porta la morte del Figlio? / Per i peccati del popolo suo Ella vede Gesù nei tormenti del duro supplizio. / Per noi ella vede morire il dolce suo Figlio, solo, nell’ultima ora. / O Madre, sorgente di amore, fa’ ch’io viva il tuo martirio, fa’ ch’io pianga le tue lacrime. / Fa’ che arda il mio cuore nell’amare il Cristo-Dio, per essergli gradito / Ti prego, Madre santa: siano impresse nel mio cuore le piaghe del tuo Figlio. / Con te lascia che io pianga il Cristo crocifisso finchè avrò vita / Fammi portare la morte di Cristo, partecipare ai suoi patimenti, adorare le sue piaghe sante. / O Cristo, nell’ora del mio passaggio fa’ che per mano a tua Madre, io giunga alla meta gloriosa.

 

In questi giorni portiamo nel nostro cuore la Passione di Gesù, per poter vivere con Lui la gioia della Risurrezione.

 

Concludiamo questo tempo di preghiera con le parole che Gesù stesso ci consegnò quando i discepoli gli dissero: insegnaci a pregare:

Padre nostro.

Scambiamoci la pace che Cristo risorto augurava sempre nelle sue apparizioni. Che la pace del Signore regni sempre nelle nostre famiglie e in qualsiasi angolo della nostra società.

 

Benedizione:
Il Signore ci benedica e ci custodisca,
mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi.
Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci dia pace.
Il Signore ci benedica e ci protegga sempre. Amen

A tutti noi radunati per la preghiera, conceda il Signore la salute del corpo e la consolazione dello Spirito. Amen

 

Canto finale

 

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