La Quaresima è un invito alla gioia della conversione

18 marzo 2017 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

img2453All’inizio della Quaresima, Papa Francesco ci ha inviato un Messaggio come un buon padre che parla per consolare, incoraggiare, correggere. Il Messaggio ci sollecita a mettere a frutto questo tempo che è un tempo prezioso per volgerci al Signore e rivedere il nostro modo di vivere. La Quaresima infatti è un forte invito a convertire il cuore dalla malvagità e dalle cose vane e ad orientare le nostre energie verso la vittoria di Gesù risorto. Nell’invito del Messaggio possiamo cogliere una particolarità: è un invito alla gioia della conversione. Noi possiamo vivere tutta la nostra vita cristiana con assoluta attenzione a tutte le norme, ma con tristezza. Questa è una contro testimonianza alla verità di Dio che è l’unico che ci ama e vuole darci felicità. È negazione quindi della bontà di Dio, e presentazione falsa della religione cristiana. Sarebbe un Dio che non serve, perché il problema grande dell’uomo è cercare la felicità, la realizzazione di tutto ciò che costituisce la dignità dell’uomo. Nella vita cristiana noi possiamo stare con la gioia, vivendo la pienezza della nostra vita, trovando in essa quello di cui ha bisogno il nostro essere. Conversione alla gioia dello stare con il Signore dunque. È questo il senso della conversione proposta dal Messaggio. Papa Francesco già aveva espresso questo suo orizzonte nell’Enciclica Evangelii Gaudium: la gioia, la felicità del Vangelo. Nel Messaggio Papa Francesco dice: “il cristiano è chiamato a tornare a Dio ‘con tutto il cuore’, per non accontentarsi di una vita mediocre, ma crescere nell’amicizia con il Signore Gesù. Gesù è l’amico”… Chiediamo a Gesù che ci doni lo Spirito Santo, lo stesso Spirito che lo fa gioire nel suo stare con il Padre.

 

                                                     Veglia di preghiera

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La grazia, la pace e la gioia del Signore Gesù, sia con tutti voi.

 

Preghiamo: Signore Gesù, in questa Quaresima aiutaci a incontrarti, a venire a te con tutto quello che noi siamo e a cercare solo in te la pace e la gioia della nostra vita. Questa pace e questa gioia, pur nella nostra debolezza, nelle difficoltà, nella fatiche e nelle sofferenze, possa diventare proposta per tanti che sono nella solitudine e senza speranza e cercano forza per dare senso alla loro vita. Il cammino della Quaresima che da poco abbiamo intrapreso ci conduca verso la luce della Pasqua, all’incontro con Te risorto. Tu che vivi e regni con il Padre e lo Spirito santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Canto

 

La Quaresima è il momento favorevole per rivedere dal profondo la nostra vita. Domandarci se cerchiamo seriamente quello che ci dà gioia, quello che fa crescere e rende presente la pienezza, la gioia, la capacità di portare il peso della vita, la sofferenza, le sconfitte. Papa Francesco insiste sulla gioia perché l’incontro con Dio dà gioia e non è giusto che noi presentiamo al mondo un Vangelo che è solo privazione, tristezza. Non è questo il Padre che ci ha rivelato Gesù Cristo.

 

Dalla Evangelii Gaudium di Papa Francesco (1-3)
La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia. Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perchè “nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore”. Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte. Parola della Chiesa.

 

Rispondiamo a questa parola con una preghiera meravigliosa di S. Agostino riportata nelle sue “Confessioni”:

Tardi ti amai, bellezza così antica e così nuova, tardi ti amai! Sì, perché tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. Deforme, mi gettavo sulle belle forme delle tue creature. Eri con me, e non ero con te. Mi tenevano lontano da te le tue creature, inesistenti se non esistessero in te. Mi chiamasti e il tuo grido sfondò la mia sordità; balenasti e il tuo splendore dissipò la mia cecità; diffondesti la tua fragranza e respirai e anelo verso di te, gustai e ho fame e sete: mi toccasti e arsi di desiderio della tua pace.

Quando mi sarò unito a te con tutto me stesso, non esisterà per me dolore e pena dovunque. Sarà vera vita la mia vita, tutta piena di te. Tu sollevi chi riempi; io ora, non essendo pieno di te, sono un peso per me…Signore, abbi pietà di me! Ogni mia speranza è posta nell’immensa grandezza della tua misericordia.

 

Canto

 

Nel Messaggio per la Quaresima Papa Francesco ci invita a soffermarci sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro (cf Lc 16,19 – 31). Questa parabola ci aiuta a comprendere come l’amore di Dio, verso il quale siamo chiamati a volgerci, perché questo è il cuore della conversione, ci riempie anche di grandi doni. Il dialogo tra il ricco e Abramo mette in evidenza il dono della Parola di Dio. Il ricco chiede di essere alleviato da un po’ d’acqua portata a lui da Lazzaro e poi chiede che Lazzaro vada ad avvisare i suoi fratelli. Ma Abramo risponde: ”Hanno Mosè e i profeti; ascoltino loro… Se non ascoltano Mosè e i profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”. Emerge qui il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto al dono della parola di Dio che è forza viva, capace di suscitare la conversione nel cuore degli uomini e di orientare nuovamente la persona a Dio. Tra le innovazioni più utili e più grandi del Concilio Vaticano II c’è certamente l’aver rimesso al centro della vita della Chiesa la Parola di Dio.

 

Dalla Dei Verbum del Concilio Vaticano II
Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelare se stesso e manifestare il mistero della sua volontà, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre e sono resi partecipi della divina natura. Con questa rivelazione infatti Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa economia avviene con eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, e le parole dichiarano le opere e chiariscono il mistero in esse contenuto. La profonda verità, poi, sia di Dio sia della salvezza degli uomini, per mezzo di questa rivelazione risplende in Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la rivelazione. Parola della Chiesa.

 

Preghiamo:

Signore Gesù Cristo, nostro Dio e nostro fratello, vogliamo ringraziarti per il dono della tua Parola. Essa ci dimostra che tu hai un amore smisurato per tutti noi, che ti interessi alla nostra vita, che ci parli e ci accompagni nel nostro cammino: Sii tu benedetto, con il Padre e lo Spirito Santo!

Signore Gesù la tua parola è creatrice: Tu Verbo del Padre hai parlato e tutto è stato fatto, la tua parola ha chiamato dal nulla tutte le cose e tutto vive in te che chiami all’esistenza: Sii tu benedetto, con il Padre e lo Spirito Santo!

Signore Gesù la tua parola è luce: mentre il mondo vive nelle tenebre e le vie dell’uomo portano al niente, tu mandi a noi la possibilità di camminare nella luce, guidati dalla tua parola: Sii tu benedetto, con il Padre e lo Spirito Santo!

Signore Gesù tu Verbo del Padre sei diventato uno di noi, povero e fragile come noi; e come un amico e un fratello e ci hai rivelato tutto del Padre: Sii tu benedetto, con il Padre e lo Spirito Santo!

Signore Gesù la tua parola ci sostiene e ci consola, ci illumina anche il senso della fatica e della sofferenza: Sii tu benedetto, con il Padre e lo Spirito Santo!

 

Canto

 

Suscita meraviglia la cecità e l’insensibilità del ricco Epulone che non si accorge del povero Lazzaro che tutti i giorni giace all’uscio della sua casa. Il Messaggio per la Quaresima dà questa spiegazione: “Per l’uomo corrotto dall’amore per le ricchezze non esiste altro che il proprio io, e per questo le persone che lo circondano non entrano nel suo sguardo. Il frutto dell’attaccamento al denaro è dunque una sorta di cecità: il ricco non vede il povero affamato, piagato e prostrato nella sua umiliazione”. Ma come mai quest’uomo ricco si è ridotto a questo stato? Ci risponde ancora il Messaggio di Papa Francesco: “(Dalla parabola) emerge il vero problema del ricco: la radice dei suoi mali è il non prestare ascolto alla Parola di Dio; questo lo ha portato a non amare più Dio e quindi a disprezzare il prossimo”. L’amore gratuito di Dio ci ha fatto il dono grande di accogliere la sua Parola luce e forza viva per la nostra vita; e tramite la sua Parola ad avere occhi e cuore per i fratelli, soprattutto per i più poveri. La Parola ci illumina a riconoscere l’altro come un fratello, degno di stima e di rispetto; ancor di più ci dice che nel fratello noi incontriamo Gesù Cristo che si identifica con loro.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 25,31 – 40)
Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché ha avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo il re dirà loro: In verità vi dico ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Parola del Signore!

 

Preghiamo: Noi abbiamo accolto la Parola di Dio che ci ha aperto la mente sulla realtà di Dio e ci ha fatto scoprire l’altro come un dono e non come un fastidio. Riconosciamo con umiltà che tante volte anche in noi non c’è gratitudine per l’altro ma rifiuto e tentativo di cambiarlo: Perdonaci, Signore!

La scoperta dell’altro dà senso alla nostra vita e allarga i nostri orizzonti facendoci scoprire che abbiamo dei fratelli, figli come noi dell’unica famiglia umana. Ma noi raramente ringraziamo il Signore per il dono degli altri: Perdonaci, Signore!

Non sempre ci sarà possibile soccorrere e dare una mano a chi è nel bisogno. Sempre però possiamo avere rispetto e usare atteggiamenti umani verso tutti, soprattutto verso i più colpiti dalla povertà e dall’emarginazione: Perdonaci, Signore!

Occorre rivedere la nostra vita: veramente facciamo di tutto per l’altro? In questa Quaresima abbiamo l’opportunità di un serio atto di coscienza. Il problema dei poveri coinvolge tutta la società. Anche noi facciamo parte della società e siamo responsabili con tutta la società: Perdonaci, Signore!

 

Per concludere la nostra preghiera, ci uniamo alla preghiera di Papa Francesco alla Vergine Maria al termine della Esortazione Evangelii Gaudium:

Vergine e Madre Maria, tu che, mossa dallo Spirito, hai accolto il Verbo della vita nella profondità delle tua umile fede, totalmente donata all’Eterno, aiutaci a dire il nostro “sì” nell’urgenza, più imperiosa che mai, di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo, hai portato la gioia a Giovanni il Battista, facendolo esultare nel seno di sua madre. Tu, trasalendo di giubilo, hai cantato le meraviglie del Signore. Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce con una fede incrollabile, e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione, hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte. Dacci la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione, madre dell’amore, sposa delle nozze eterne, intercedi per la Chiesa, della quale sei l’icona purissima, perché mai si rinchiuda e mai si fermi nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione, aiutaci a risplendere nella testimonianza della comunione, del servizio, della fede ardente e generosa, della giustizia dell’amore verso i poveri, perché la gioia del Vangelo giunga fino ai confini della terra e nessuna periferia sia priva della sua luce. Madre del Vangelo vivente, sorgente di gioia per i piccoli, prega per noi. Amen. Alleluja.

 

Concludiamo questo tempo di preghiera con le parole che Gesù stesso ci consegnò quando i discepoli gli dissero: insegnaci a pregare:

Padre nostro.

 

Scambiamoci la pace che Cristo risorto augurava sempre nelle sue apparizioni.

 

Benedizione: Il Signore ci benedica e ci custodisca,
mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi.
Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci dia pace.
Il Signore ci benedica e ci protegga. Amen

 

A tutti noi radunati per la preghiera, conceda il Signore la salute del corpo e la consolazione dello Spirito. Amen

 

Canto finale

 

 

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