Agire come una sola famiglia

13 novembre 2014 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

La nostra preghiera in questo mese vuol far risuonare tra noi e intorno a noi una parola urgente e molto img2453impegnativa: “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”. È una campagna mondiale lanciata dalla rete della Caritas Internationalis, che si pone come obiettivo quello di eliminare la fame entro il 2025. Il Papa ha annunciato questa campagna a cui ha dato tutto il suo appoggio facendo appello a tutte le istituzioni e ad ognuno di noi ad agire come una sola famiglia impegnata ad assicurare il cibo per tutti. Anche noi come Fraternità Frate Jacopa abbiamo aderito a questa campagna e in questo momento di preghiera, riconoscendo la nostra debolezza e la durezza del nostro cuore che ci fa chiudere in noi stessi, invochiamo la presenza dello Spirito del Signore che venga a risvegliare la nostra responsabilità e la nostra carità. L’appello rappresenta un impegno alla mobilitazione, per rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda, per porre un freno alla deriva di un sistema finanziario fuori controllo, per rispondere alla domanda di giustizia ed alla necessità di perseguire il bene comune. Si tratta di questioni che ci interpellano direttamente in questi tempi di crisi, che sembrano aver ridisegnato anche i confini della povertà e della vulnerabilità. Il tema del diritto al cibo è elemento centrale da cui è necessario partire per rimuovere lo scandalo della fame che affligge un’ampia porzione della popolazione del pianeta. Promuovere una prospettiva che restituisca dignità a tutta l’umanità, in equilibrio biofisico del pianeta e nel rispetto della vita delle generazioni che seguiranno, è l’impegno a cui siamo chiamati. Riflettere su questo difficile problema ci aiuterà a comprendere meglio la sensibilità e l’amore del Padre S. Francesco per i poveri e per tutti coloro che non hanno il necessario per vivere dignitosamente in tutto il mondo.

 

 

                                                                Veglia di preghiera

Iniziamo la preghiera nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
L’amore del Padre, la pace del Figlio e la gioia dello Spirito Santo riempia il cuore di tutti noi. Amen.

 

Preghiamo: Dio onnipotente e misericordioso, nostro Padre, ti chiediamo di scuoterci dalla nostra immobilità e svegliarci dalla nostra indifferenza e di aprire la nostra mente e il nostro cuore a sentire tutti gli uomini come nostri fratelli dell’unica famiglia creata e mantenuta nell’esistenza dal tuo amore che mai ci abbandona. Tu hai affidato a noi l’amministrazione dei beni necessari per la vita di ogni uomo, beni sufficienti perché ogni uomo abbia il necessario per una vita dignitosa; ma la nostra mente e la nostra coscienza contaminata dal peccato, ha creato accumuli, esclusioni, sprechi, povertà, insopportabili ingiustizie. Padre misericordioso aiuta la nostra umanità a liberarsi dagli idoli che portano infelicità e morte e a ritrovare la solidarietà e la gioia di vivere nella giustizia e nella pace. Poniamo questa nostra richiesta nelle mani di Gesù Cristo e invochiamo anche l’intercessione del padre S. Francesco, perché questa nostra preghiera venga portata davanti a Te. Amen

 

Canto

 

In questa veglia di preghiera ci facciamo guidare dalle parole del nostro Papa Francesco che ogni giorno di più ci appare come inviato del Signore per indirizzare la vita della Chiesa verso il Vangelo del Signore Gesù, verso il compito che ha la Chiesa di manifestare agli uomini l’amore misericordioso di Dio, apparso in Gesù Cristo, perché ogni uomo possa incontrarsi con Gesù Cristo e trovare così la gioia della vita. Ascoltiamo e accogliamo con amore la parola del Papa:

Appello di Papa Francesco per la campagna contro la fame 2014
Siamo di fronte allo scandalo mondiale di circa un miliardo di persone che ancora oggi soffrono la fame. Non possiamo girarci dall’altra parte e far finta che questo non esista. Il cibo a disposizione nel mondo basterebbe a sfamare tutti.
La parabola della moltiplicazione dei pani e dei pesci ci insegna proprio questo: che se c’è volontà, quello che abbiamo non finisce, anzi ne avanza e non va perso.
Perciò, cari fratelli e care sorelle, vi invito a fare posto nel vostro cuore a questa urgenza, rispettando questo diritto dato da Dio a tutti di poter avere accesso ad una alimentazione adeguata.
Condividiamo quel che abbiamo nella carità cristiana con chi è costretto ad affrontare numerosi ostacoli per soddisfare un bisogno così primario e al tempo stesso facciamoci promotori di un’autentica cooperazione con i poveri, perché attraverso i frutti del loro e del nostro lavoro possano vivere una vita dignitosa.
Invito tutte le istituzioni del mondo, tutta la Chiesa e ognuno di noi, come una sola famiglia umana, a dare voce a tutte le persone che soffrono silenziosamente la fame, affinché questa voce diventi un ruggito in grado di scuotere il mondo.
Questa campagna vuole anche essere un invito a tutti noi a diventare più consapevoli delle nostre scelte alimentari, che spesso comportano lo spreco di cibo e un cattivo uso delle risorse a nostra disposizione. È anche un’esortazione a smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane non abbiano un impatto sulle vite di chi, vicino o lontano che sia, la fame la soffre sulla propria pelle.

 

Innalziamo al Signore le nostre mani come Mosè nel deserto e portiamo davanti al Signore la sofferenza, l’umiliazione e l’oppressione di tutti i poveri del mondo.

Preghiamo: Ascoltaci Signore!
– Per tutti coloro che vivono sulla loro pelle la disuguaglianza e l’esclusione e sono considerati “scarti” dell’umanità. Il Signore susciti intorno a questi fratelli più disagiati un amore e una solidarietà che li faccia sentire partecipi dell’unica famiglia umana. Preghiamo:

– Per i poveri che non possono più aspettare e vogliono essere protagonisti, che si organizzano, studiano, lavorano e vanno praticando solidarietà con quanti soffrono. Perché tutta la società promuova e sostenga il loro cammino. Preghiamo:

– Quando la speculazione finanziaria condiziona il prezzo degli alimenti trattandoli come una merce qualsiasi, milioni di persone soffrono e muoiono di fame. D’altra parte si scartano tonnellate di alimenti. Ciò costituisce un vero scandalo. La fame è criminale, l’alimentazione è un diritto inalienabile. Venga un mondo nuovo dove tutto si organizzi intorno alla dignità dell’uomo. Preghiamo:

– Il 28 ottobre il Papa ha dato appuntamento in Vaticano ai movimenti popolari: a contadini, a cartoneros, venditori ambulanti, a minatori, a lavoratori senza diritti, a “senza fissa dimora”, ad abitanti delle periferie. Ha terminato il suo discorso auspicando: “Nessuna famiglia senza casa, nessun contadino senza terra, nessun lavoratore senza diritti, nessuna persona senza la dignità che dà il lavoro”! Perché il Signore che conduce la storia dell’umanità ci guidi a realizzare questo programma, preghiamo: Ascoltaci, Signore!

 

Canto

 

Da molti anni si parla di programmi per abbattere il problema della fame, di buone intenzioni da parte di governi e di varie organizzazioni. Ma non si muove niente e il flagello della fame si abbatte su popolazioni sempre più numerose. Nella Giornata mondiale dell’alimentazione Papa Francesco ha inviato un suo messaggio. Ne ascoltiamo un brano:

Dal Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale dell’alimentazione 2014
La Giornata Mondiale dell’Alimentazione si fa eco del grido di tanti nostri fratelli e sorelle che in diverse parti del mondo mancano del cibo quotidiano. D’altra parte essa ci fa riflettere sull’enorme quantità di alimenti sprecati, sui prodotti distrutti, sulle speculazioni sui prezzi in nome del dio profitto. È questo, uno dei paradossi più drammatici del nostro tempo al quale assistiamo con impotenza, ma anche con indifferenza, “incapaci di provare compassione dinanzi al grido di dolore degli altri, come se tutto fosse una responsabilità a noi estranea che non ci compete” (Evangelii Gaudium). Condividere vuol dire farsi prossimo di tutti gli esseri umani, riconoscerne la comune dignità, capirne le necessità e sostenerli nel porvi rimedio, con lo stesso spirito di amore che si vive in famiglia. Questo stesso amore ci porta a preservare il creato come il bene comune più prezioso da cui dipende non un astratto futuro del pianeta ma la vita della famiglia umana a cui è stato affidato.
Per sconfiggere la fame non basta superare le carenze di chi è più sfortunato o assistere con aiuti e donativi coloro che vivono situazioni di emergenza. Bisogna piuttosto cambiare il paradigma delle politiche di aiuto e di sviluppo, modificare le regole internazionali in materia di produzione e commercio… Fino a quando si continuerà a difendere sistemi di produzione e di consumo che escludono la maggior parte della popolazione mondiale anche dalle briciole che cadono dalle mense dei ricchi? E’ arrivato il tempo di pensare e decidere partendo da ogni persona e comunità e non dall’andamento dei mercati. Per conseguenza, dovrebbe cambiare anche il modo di intendere il lavoro, gli obiettivi e l’attività economica… Questo approccio, che lascia intravvedere una nuova idea di cooperazione, dovrebbe interessare e coinvolgere gli Stati, le Istituzioni internazionali e le organizzazioni della società civile come pure le comunità di credenti che, con le loro molteplici opere, vivono insieme con gli ultimi e ne condividono le stesse situazioni e necessità, le frustrazioni e le speranze.

 

Momento di silenzio e di riflessione.

 

Canto 

 

La Parola di Dio ci libera dalle nostre possibili illusioni: “Chi dice di essere nella luce e odia suo fratello, è ancora nelle tenebre. Chi ama suo fratello rimane nella luce” (1 Gv 2,9-10). Se amiamo veramente Dio, se amiamo la preghiera, se crediamo in Gesù Cristo, di tutto questo ne abbiamo la prova dall’amore ai fratelli. Se non amiamo i fratelli, vuol dire che ci siamo illusi. Ascoltiamo un brano dalla Lettera di Giacomo.

Dalla Lettera di Giacomo (2,14-24)
A che serve, fratelli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha le opere? Quella fede può forse salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: “Andatevene in pace, riscaldatevi e saziatevi”, ma non date loro il necessario per il corpo, a che cosa serve? Così anche la fede: se non è seguita dalle opere, in se stessa è morta. Al contrario uno potrebbe dire: “Tu hai la fede e io o le opere; mostrami la tua fede senza le opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede”. Tu credi che c’è un dio solo? Fai bene; anche i demòni lo credono e tremano? Insensato, vuoi capire che la fede senza le opere non ha valore? Abramo, nostro padre, non fu forse giustificato per le sue opere quando offrì Isacco, suo figlio, sull’altare? Vedi: la fede agiva insieme alle opere di lui, e per le opere la fede divenne perfetta e si compì la Scrittura che dice: Abramo credette a Dio e gli fu accreditato come giustizia, ed egli fu chiamato amico di Dio. Vedete: l’uomo è giustificato per le opere e non soltanto per la fede. Parola di Dio.

Uniti a tutta la Chiesa, in comunione profonda con tutta la famiglia dei figli di Dio, preghiamo Dio nostro Padre:

O Signore nostro Dio, ci hai affidato i frutti di tutta la creazione affinché noi potessimo prenderci cura della terra ed essere nutriti dalla sua generosità.

Ci hai mandato tuo Figlio per condividere la nostra carne e il nostro sangue e insegnarci la tua Legge dell’Amore. Attraverso la sua morte e resurrezione, siamo divenuti una sola famiglia umana.

Gesù si è preoccupato molto di chi non aveva cibo, trasformando cinque pani e due pesci in un banchetto che ha sfamato cinque mila persone e molte di più ancora.

Ci presentiamo davanti a te, Signore nostro Dio, consapevoli dei nostri errori e delle nostre debolezze, ma pieni di speranza, per condividere il cibo con tutti i membri della grande famiglia umana.

Con la tua saggezza, ispira i responsabili politici e finanziari, così come tutti i cittadini del mondo, a trovare soluzioni giuste e solidali per mettere fine alla fame assicurandosi che tutti i popoli abbiano diritto al cibo.

Così, noi ti preghiamo, Signore nostro Dio, perché quando saremo davanti a Te, possiamo presentarci come “Una sola Famiglia umana” con “Cibo per Tutti”. AMEN

Preghiamo con la preghiera dei figli di Dio, consegnata a noi nel momento del Battesimo:
Padre nostro

 

Il Signore ci benedica e ci custodisca
Mostri a noi il suo volto sereno e misericordioso
Il Signore guidi i nostri passi sulle orme di S. Francesco
Il Signore ci dia pace
Amen

 

Canto finale

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