L’attesa, la vigilanza e il cammino verso Colui che viene

11 dicembre 2014 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

Il tempo di avvento non è semplicemente un tempo di preparazione al S. Natale: è img2453un tempo che viene a ricordarci un aspetto fondamentale della nostra vita  cristiana che è attesa, vigilanza, cammino verso Colui che viene. Tutta la storia di salvezza è attesa di uno che viene. Il popolo dell’Antico Testamento attende il Messia, il Liberatore, l’inviato di Jahvè. E il Messia è storicamente venuto. Venuto in umiltà e povertà: nacque a Betlemme in una grotta ed apparve come un  bambino, debole e bisognoso di tutto. Solo pochi si accorsero che quel bambino era il Messia. Lo riconobbero il gruppetto dei poveri di Jahvè: la madre Maria, Giuseppe, Giovanni Battista, Zaccaria, Elisabetta, i pastori di Betlemme. Questi, in mezzo a un mondo ignaro e ottuso, hanno visto e riconosciuto il Messia promesso ed atteso e una gioia speciale si impadronì della loro esistenza. La venuta del Messia non è un punto: non è un fatto accaduto in un momento particolare e poi chiuso lì. La nascita di Gesù tra noi è la conferma di un amore di Dio che viene a noi, che viene nella nostra storia: è venuto in un tempo preciso; ma viene continuamente e si rende vicino alla vita di ogni uomo. Gesù, il Messia promesso e nato in mezzo a noi, è l’amore di Dio che continuamente chiede di essere accolto nella nostra vita. Ci sarà poi una venuta grandiosa alla fine dei tempi, verrà nella gloria e nella potenza per distruggere definitivamente il potere di Satana, il mentitore che ha ingannato l’umanità fin dall’inizio, nemico dell’uomo, sorgente di sofferenza e di morte. E sarà l’inizio di una realtà tutta nuova “Cieli nuovi e terra nuova!”. Sarà il “giorno del Signore”. E la sua venuta sarà pienezza, gioia, pace.
Preghiamo il Signore perché l’Avvento risvegli in noi l’attesa, si ridesti in noi la consapevolezza e la gioia di accogliere il Signore che viene. Con i primi cristiani anche noi cantiamo:Marana tha! Vieni Signore Gesù!

 

Veglia di preghiera

Iniziamo la preghiera nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. L’amore del Padre, la pace del Figlio e la gioia dello Spirito Santo riempia il cuore di tutti noi. Amen.

 

Preghiamo: : Padre Santo che nella venuta del Messia hai manifestato a noi l’incredibile tuo amore che sempre viene a noi, mettendo in atto un piano meraviglioso per salvarci e ridarci la dignità di figli tuoi, che non ci hai   abbandonato al potere del nostro nemico ma in Gesù sei venuto a prenderti cura di ciascuno di noi, ridesta in noi il desiderio di incontrarti. In Gesù hai manifestato la qualità dell’amore che ci porti: Lui si è fatto umile e povero per essere un fratello vicino a tutti noi. Padre santo donaci lo Spirito di Gesù tuo Figlio perché in noi possa nascere, insieme ad una gratitudine e ad una lode a Te, un amore di ritorno a Te e al tuo Figlio Gesù Cristo. Amen

 

Canto

 

Non possiamo far finta che il Messia non sia venuto; non possiamo andare al S. Natale con l’attitudine dei fratelli ebrei che ancora sono in attesa del Messia. Noi sappiamo che Gesù è venuto: è venuto in umiltà, nel nascondimento. Siamo chiamati a riconoscerlo, a metterci tra i poveri che lo accolsero: vicino a Maria, vicino a Giuseppe, a sperimentare la gratitudine di Elisabetta e Zaccaria, la gioia dei pastori che lo riconobbero nel piccolo bambino. Ascoltiamo la solenne proclamazione di S. Paolo:

Dalla Lettera di S. Paolo a Tito (2,11-14)
È apparsa la grazia di Dio che porta salvezza a tutti gli uomini e ci insegna a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà, nell’attesa della beata speranza e della manifestazione della gloria del nostro grande Dio e salvatore Gesù Cristo. Egli ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formare per sé un popolo puro che gli appartenga, pieno di zelo per le opere buone. Parola di Dio

 

Preghiamo con le parole di S. Giovanni Paolo II:

Cristiani d’ogni continente, impegnati nel faticoso, ma necessario cammino dell’unità e della pace, e voi uomini di buona volontà, accorriamo tutti pellegrini al presepe di Betlemme. Nella grotta in cui Gesù parla di innocenza e di pace, entriamo per ascoltare una così fondamentale lezione. Accorri o umanità dispersa e timorosa, ad implorar la pace, dono e compito per ogni uomo di nobile e generoso sentire. Basta con l’odio, i soprusi e le guerre! Non più indifferenza e silenzio per chi chiede comprensione e solidarietà, per il lamento di chi continua a morire di fame e di sete, tra sprechi e abbondanza di beni. Come dimenticare chi soffre, chi è solo o abbandonato, triste e sfiduciato, chi non ha casa né lavoro? Come permettere che gli interessi economici riducano la persona a strumento di guadagno, che creature non ancor nate siano soppresse, che bambini innocenti siano umiliati e sfruttati, che anziani e malati restino emarginati e abbandonati? Solo Tu, Verbo incarnato, nato da Maria, puoi renderci fratelli, figli nel Figlio,  figli a somiglianza del Figlio. Che l’umanità intera apra il cuore e la mente ad accoglierti. Amen

 

Canto

 

Gesù non solo è nato a Betlemme ma è sempre misteriosamente in cammino per venire incontro a ciascuno di noi. Con il Battesimo, per opera dello Spirito Santo, è stata data a noi la vita di Gesù: la vita del figlio. Ma è una vita nascosta, deve essre riconosciuta, accolta, deve diventare sorgente, lievito per la nostra vita fino a poter dire come S. Paolo: “non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”, fino alla straordinaria esperienza del padre S. Francesco che era diventato una perfetta immagine di Gesù Cristo. La vita di Gesù ci è stata donata, è in noi: noi viviamo come Lui, una vita nuova, lo partoriamo con le opere sante. Come Maria portiamo Gesù nella nostra vita. Ed è un mistero di amore come Gesù chiede di essere accolto, di venire ad abitare in noi.

 

Dalla prima Lettera di Pietro (1,13-23)
Perciò, cingendo i fianchi della vostra mente e restando sobri, ponete tutta la vostra speranza in quella grazia che vi sarà data quando Gesù Cristo si manifesterà. Come figli obbedienti, non conformatevi ai desideri di un tempo, quando eravate nell’ignoranza, ma, come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo. E se chiamate Padre colui che senza fare preferenze, giudica  ciascuno secondo le proprie opere, comportandovi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi, e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio. Parola di Dio.

 

Uniamoci in preghiera al Santo Padre Francesco. Condividiamo con lui l’urgenza di pregare insistentemente per alcune situazioni gravissime in cui si trovano tante persone e interi popoli, situazioni scandalose e assolutamente insopportabili. Tornato dal viaggio in Turchia, Papa Francesco, in comunione con le altre fedi religiose, ha lanciato una campagna per l’eliminazione entro il 2020 delle schiavitù moderne, in particolare della tratta di esseri umani, a scopo sessuale o di lavoro forzato, o per traffico degli organi. Si tratta di vergognosa e criminale  violenza, di riduzione in schiavitù, di violazione dei diritti fondamentali. …È necessaria un’azione più incisiva ed efficace, che si avvalga di una rete universale di collaborazione, fondata sulla tutela della dignità e della centralità di ogni persona umana. In tal modo sarà più incisiva la lotta contro il vergognoso e criminale traffico di esseri umani, contro la violazione dei diritti fondamentali, contro l’aberante crimine di “lesa umanità”. Il tema della prossima Giornata  Mondiale della Pace: “Non più schiavi ma fratelli!” possa divemire realtà.

 

Preghiamo e diciamo insieme: Signore, vieni incontro alla nostra debolezza!

– Preghiamo perché ad ogni uomo venga riconosciuta uguale dignità e ogni persona sia considerata nella sua intangibile sacralità di figlio di Dio.

– Preghiamo perché per nessun motivo si riduca la persona umana a merce da vendere o a strumento di piacere.

– Preghiamo perché si ponga fine al reclutamento dei bambini per la guerra.

– Preghiamo perché cessi lo scandalo della fame e l’umanità si apra alla condivisione dei frutti della terra.

 

Canto

 

Il Natale è la conferma che veramente il Signore viene perché il Signore porta a compimento le sue promesse. Sulla storia dell’umanità aleggia la promessa di un’altra venuta del Signore: “vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Mt 24,30). Alla fine dei tempi, verrà di nuovo Gesù non più in umiltà e povertà, non più nel nascondimento, ma verrà in tutto lo splendore, in tutta la potenza.Tutto il creato sarà sconvolto, il cielo e la terra scompariranno e in mezzo a sofferenze e disastri inauditi nascerà una realtà nuova. Questa seconda venuta di Gesù porterà a compimento la liberazione totale dell’uomo, la distruzione delle strutture di peccato, e l’ingresso nella condizione di figli di Dio: Dio sarà con loro, in mezzo a loro.
Ascoltiamo la conclusione dell’Apocalisse.

 

Dall’Apocalisse di S. Giovanni (21,1–5; 22,20)
E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scmparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: “Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. Ed asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate” E colui che sedeva sul trono disse: “ecco, io faccio nuove tutte le cose”… Colui che attesta queste cose dice: “Sì.vengo presto!” Amen. Vieni signore Gesù!
Parola di Dio.

 

Rivolgiamo la nostra preghiera a Maria: lei ci insegna ad accogliere Gesù, lei è sempre vigilante e quando il Signore viene lei lo accoglie prontamente. È una preghiera antica.

Ave, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei stata scelta come un vaso purissimo,
infinitamente prezioso, per ricevere Dio in te.

Hai trovato grazia davanti a Dio,
ed ecco che darai alla luce un figlio, lo chiamerai Gesù.

Egli salverà i popoli e sarà chiamato figlio di Dio.
Il Signore Iddio gli darà il trono di David,
ed egli regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe.
E il suo regno non avrà fine.

Salve, prediletta del Signore, salve tu che siedi accanto all’altissimo,
salve Madre di Dio, Madre del Salvatore.

Salve a a te che hai ricevuto Dio e che Dio ha ricevuto nei cieli.
Salve, o Vergine,salve, o Maria, o libro delle vergini, libro dell’eterna luce, salve, salve.

 

Concludiamo insieme questa Veglia con la preghiera dei figli di Dio, consegnata a noi nel momento del Battesimo:

 

Padre nostro

 

Il Signore ci benedica e ci custodisca
Mostri a noi il suo volto sereno e misericordioso
Il Signore guidi i nostri passi sulle orme di S. Francesco
Il Signore ci dia pace
Amen

 

Canto finale

 

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