Dio ci ha affidato un giardino perché tutti possiamo mangiare i suoi frutti

7 giugno 2015 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

I cristiani sono dentro le vicende del loro tempo, camminano nella storia in comitiva con tutta preghiera-ottobrel’umanità condividendo con essa gioie e speranze, sofferenze e sconfitte. Hanno però come dono gratuito del Signore una luce e un discernimento particolare sugli avvenimenti, e quindi una responsabilità maggiore nei riguardi dell’intera società. Inoltre hanno il compito di affidare alla misericordia di Dio, nella preghiera, le ansie e i problemi di tutta l’umanità. In questi giorni cogliamo l’occasione che ci viene data dall’Expo 2015 per riportare all’attenzione di tutti, dentro la presa di coscienza delle tante realizzazioni meravigliose operate dall’uomo nel corso dei secoli, il fatto che tante persone ancora oggi non hanno il “pane quotidiano”, il necessario per una vita dignitosa e tanti muoiono di sete e di fame. Non è un fatto ineludibile se tutti “si sentissero coinvolti in un grande progetto di solidarietà: quello di nutrire il pianeta nel rispetto di ogni uomo e donna che vi abita e nel rispetto dell’ambiente naturale” (Messaggio di Papa Francesco all’Expo 2015). Noi vogliamo pregare il nostro Padre, il Creatore dei meravigliosi doni che rendono bella la nostra vita e chiedere con umiltà, appoggiandoci all’intercessione di Gesù nostro fratello e di Maria nostra madre, che diventi realtà “la grande sfida alla quale Dio chiama l’umanità del secolo ventunesimo: smettere finalmente di abusare del giardino che Dio ci ha affidato, perché tutti possano mangiare dei frutti di questo giardino” (Idem).

 

Veglia di preghiera

Iniziamo la preghiera nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
L’amore del Padre, la misericordia di Gesù nostro fratello e la gioia dello Spirito Santo riempia il cuore di tutti noi. Amen

 

Preghiamo: O Dio, che provvedi il cibo alle tue creature con il continuo prodigio della creazione, accogli la nostra preghiera di ringraziamento a nome di tutto il genere umano e fa che mentre ritempriamo il corpo, il nostro amore e la nostra lode a te cresca sempre più. Tu che nutri gli uccelli del cielo e vesti i gigli del campo, non permettere che ad alcuno dei tuoi figli manchi il pane quotidiano. Per intercessione del tuo Figlio Gesù donaci uno Spirito nuovo che converta il nostro cuore e lo renda attento e fraterno verso tutti gli uomini, soprattutto verso i più poveri e i più dimenticati. Amen

 

Canto

 

La parola di Papa Francesco ci invita costantemente ad entrare nei problemi della società, a conoscerli e a cercare insieme alle persone di buona volontà soluzioni per assicurare ad ogni uomo la possibilità di essere se stesso, di usufruire di tutto quello che serve per una vita libera e dignitosa. A questo riguardo sappiamo che ogni uomo ha necessità di poter lavorare in un lavoro dignitoso. Per ogni uomo la vera energia della vita sta nel poter avere un lavoro che con dignità gli permetta di portare un pane quotidiano alla sua famiglia. Con Papa Francesco ci auguriamo anche noi: “E che non manchi mai il pane e la dignità del lavoro ad ogni uomo e donna”.

 

Dal Messaggio di Papa Francesco all’Expo 2015
Ci riunisce il tema: “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Anche di questo dobbiamo ringraziare il Signore: per la scelta di un tema così importante, così essenziale… purché non resti solo un “tema”, purché sia sempre accompagnato dalla coscienza dei “volti”: i volti di milioni di persone che oggi hanno fame, che oggi non mangeranno in modo degno di un essere umano. Vorrei che ogni persona – a partire da oggi –, ogni persona che passerà a visitare la Expo di Milano, attraversando quei meravigliosi padiglioni, possa percepire la presenza di quei volti. Una presenza nascosta, ma che in realtà dev’essere la vera protagonista dell’evento: i volti degli uomini e delle donne che hanno fame, e che si ammalano, e persino muoiono, per un’alimentazione troppo carente o nociva.
Il “paradosso dell’abbondanza” – espressione usata da san Giovanni Paolo II parlando proprio alla FAO (Discorso alla I Conferenza sulla Nutrizione, 1992) – persiste ancora, malgrado gli sforzi fatti e alcuni buoni risultati. Anche l’Expo, per certi aspetti, fa parte di questo “paradosso dell’abbondanza”, se obbedisce alla cultura dello spreco, dello scarto, e non contribuisce ad un modello di sviluppo equo e sostenibile. Dunque, facciamo in modo che questa Expo sia occasione di un cambiamento di mentalità, per smettere di pensare che le nostre azioni quotidiane – ad ogni grado di responsabilità – non abbiano un impatto sulla vita di chi, vicino o lontano, soffre la fame. Penso a tanti uomini e donne che patiscono la fame, e specialmente alla moltitudine di bambini che muoiono di fame nel mondo.

 

Accogliamo l’invito di David Maria Turoldo e lodiamo il Signore per le meraviglie della creazione . Lodiamo anche l’uomo che condotto dal Santo Spirito si fa coperatore di Dio creatore, fratello e amico di ogni essere vivente. Possa concederci il Signore di vedere sempre con gli occhi del cuore il volto di chi è nella necessità.

 

Lodate tutti il mio Signore per l’unità dell’intero creato:
in ogni essere splende il suo Verbo, e lo rivelano tutte le forme.
La luce all’alba l’annuncia in silenzio: è suo paese il nostro pianeta,
e tutti i volti degli uomini insieme uniti fanno il suo unico volto.
Lodate il mio Signore, lodatelo, perché le cose sue tutte son buone,
perché ci ha dato gli occhi del cuore a contemplare amore e bellezza.
Lodato sia perché ha voluto creare donne e fanciulli e fare
di ogni uomo la immagine sua: senza mai fine inquieto e grande!
Lodato sia nel nostro lavoro, per queste macchine e case e città,
perché mai nulla vi è di profano nell’amorosa fatica dell’uomo.
Sia pure l’uomo lodato con lui, quando è fratello di ogni vivente,
quando egli ama e gioia diffonde, amico vero del mio Signore.
Pur così grande, mi parla e mi ama; perché mi ama si è fatto uomo:
perché esiste e dà gioia lodatelo, e della gioia che dona egli gode.
Lodate tutti il mio Signore pur nella pena e tristezza e dolore:
per ogni goccia di gioia nascosta nel cuore vivo di tutte le cose.

 

Canto

 

Abbiamo bisogno di ritornare sempre “Al principio” per accogliere in noi l’opera di Dio e il suo amore per noi manifestato nella creazione. La scienza e la storia giustamente indagano e si affaticano per dirci come sono andate le cose per l’inizio del creato e per l’inizio della vita dell’uomo. La narrazione della Parola di Dio ci dà una profondità e una intimità che nutre il nostro spirito.

 

Dal libro della Genesi (2,4–15)
Nel giorno in cui il Signore Dio fece la terra e il cielo nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata, perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo, ma una polla d’acqua sgorgava dalla terra e irrigava tutto il suolo. Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi gradita alla vista e buoni da mangiare, e l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi… Il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino perché lo coltivasse e lo custodisse. Parola di Dio

 

Preghiamo:
Siamo alla tua presenza, Signore Dio, Onnipotente, Creatore: riconosciamo che Tu sei la sorgente della nostra vita e di tutto il creato che ci ospita e ci circonda come le mura di una casa. La presenza del Tuo Santo Spirito in noi ci aiuti a lodarti perché Tu hai fatto buone tutte le cose.

Signore, ti lodiamo a nome di tutta l’umanità!

Nella tua grande sapienza e bontà hai chiamato anche noi a collaborare responsabilemente per custodire il creato perché sia per tutti noi, secondo il disegno di Te Creatore, fonte del necessario per la vita di ogni uomo e di ogni donna. Fa che il nostro cuore riconosca la tua volontà e che possiamo cercare  sempre le tue vie.

Signore, ti lodiamo a nome di tutta l’umanità!

Con la venuta tra noi del tuo Figlio Gesù Cristo, hai partecipato anche a noi la possibilità di diventare tuoi figli, fratelli di Gesù Cristo, fratelli di ogni uomo. La presenza del tuo Santo Spirito ci faccia uscire dal nostro egoismo e ci doni di poter amare anche noi secondo la misura del tuo amore.

Signore, ti lodiamo a nome di tutta l’umanità!

 

Canto

 

Nell’Expo 2015, i poveri che vivono senza riuscire a nutrirsi adeguatamente e senza poter usufruire dell’acqua per dissetarsi e per le altre necessità della vita quotidiana e le tante persone senza un lavoro, non possono essere dimenticati, assenti allo splendore dei vari padiglioni. Gesù ci insegna ad aprire il cuore a questi fratelli, ad avere compassione per questa folla affamata e smarrita. Egli ripete anche a noi: “Voi stessi date loro da mangiare”, condividendo il pane e i pesci che il Signore provvede.

 

Dal Vangelo secondo Marco (6,34–44)
Sceso dalla barca, Gesù vide una grande folla, ebbe compassione di loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i suoi discepoli dicendo: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare”. Ma egli rispose: “Voi stessi date loro da mangiare”. Gli dissero: “Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?”. Ma egli disse loro: “Quanti pani avete? Andate a vedere”. Si informarono e dissero: “Cinque pani e due pesci”. Allora ordinò loro di farli sedere tutti, a gruppi, sull’erba verde. E sedettero a gruppi di cento e di cinquanta. Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzo i pani e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero a loro; e divise i due pesci fra tutti. Tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi di pane portarono via dodici ceste piene e quanto restava dei pesci. Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini. Parola del Signore

 

Eleviamo al Signore la nostra preghiera:

Per tutte le persone, per intere nazioni che vivono nella insufficienza alimentare perché i responsabili dei popoli finalmente diano vita a progetti che prevedano il diritto di accesso per tutti al cibo e a tutto ciò che è necessario alla vita, preghiamo: Ascoltaci, Signore!

Per le nazioni depredate delle proprie risorse e ridotte da mercanti sfruttatori ad una povertà da cui non riescono a sollevarsi, perché si trovino vie pacifiche per giungere ad economie che perseguano il bene di tutti ed edificare una convivenza a misura dell’unica famiglia umana, preghiamo: Ascoltaci, Signore!

Perché nei programmi politici e sociali dare un lavoro a tutti sia al primo posto nell’ elenco delle priorità e da tutti noi si comprenda che questo è un diritto inalienabile di ogni persona e di ogni famiglia, pietra fondamentale per la costruzione di una società giusta. Preghiamo: Ascoltaci, Signore!

Perché le generazioni che verranno dopo di noi possano trovare un creato accogliente, sano, pulito, una energia che nutra e dia gioia alla loro vita. Preghiamo: Ascoltaci, Signore!

(preghiere spontanee)

 

Padre nostro

 

Benedizione:

Il Signore ci benedica e ci custodisca
Mostri a noi il suo volto sereno e misericordioso
Il Signore guidi i nostri passi sulle orme del padre S. Francesco e ci renda costruttori di fraternità e di pace.
Il Signore ci dia pace. Amen

 

Canto finale

 

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