Con le due Encicliche di Papa Francesco, “Laudato si’” e “Fratelli tutti”, siamo in presenza non di un’innovazione né di un cambiamento di pensiero nell’insegnamento sociale della Chiesa, ma a un dare più peso, più importanza a un insegnamento già presente, seppure rimasto un po’ in ombra: da sempre la Chiesa ha sottolineato l’“amore preferenziale” ai poveri, agli scartati dalla società, ai senza diritti (non poteva essere diversamente dopo le chiare parole di Gesù; cfr Mt 25,31-46). Ancora più tenue veniva proposto il discorso circa la cura dell’ambiente e la difesa del pianeta terra. Ai cristiani veniva consigliato soprattutto l ’impegno per una santità personale, per una conversione intima, per una attenzione verso le relazioni all’interno delle comunità. Papa Francesco in queste due encicliche si è appoggiato alla testimonianza di S. Francesco, alla sua santità sicura e da tutti riconosciuta e apprezzata. Con questo insegnamento Papa Francesco, con decisione, si pone nel solco disegnato dai suoi predecessori S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI e intende dare attuazione a un chiaro indirizzo del Concilio Vaticano II quando afferma: “Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo” (GS,1). Oggi al centro è l’ascolto del grido dei poveri e della terra e la necessità di un profondo cambiamento di rotta, che ha come stella polare la fraternità.

 

                                                                                                                           Veglia di preghiera
Presidente: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Il Signore sia con voi! Con umiltà e fiducia chiediamo al Signore che il suo Santo Spirito venga a renderci aperti alla preghiera.

Dio nostro, Trinità d’amore, dalla potente comunione della tua intimità divina effondi in mezzo a noi il fiume dell’amore fraterno. Donaci l’amore che traspariva nei gesti di Gesù, nella sua famiglia di Nazaret e nella prima comunità cristiana. Concedi a noi cristiani di vivere il Vangelo e di riconoscere Cristo in ogni essere umano, per vederlo crocifisso nelle angosce degli abbandonati e dei dimenticati di questo mondo e risorto in ogni fratello che si alza in piedi. Vieni, Spirito Santo! Mostraci la tua bellezza riflessa in tutti i popoli della terra, per scoprire che tutti sono importanti, che tutti sono necessari, che sono volti differenti della stessa umanità amata da Dio.

 

Canto

 

Accogliamo alcuni brevi brani dell’Enciclica “Fratelli tutti” con gratitudine e con apertura del nostro cuore. Ci impegniamo ad approfondire la conoscenza del prezioso documento.

 

Dall’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco (1-4)
“Fratelli tutti” scriveva San Francesco d’Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Questo Santo dell’amore fraterno, della semplicità e della gioia, che mi ha ispirato a scrivere l’Enciclica Laudato si’, nuovamente mi motiva a dedicare questa Enciclica alla fraternità e all’amicizia sociale. Infatti San Francesco, che si sentiva fratello del sole, del mare e del vento, sapeva di essere ancora più unito a quelli che erano della sua stessa carne. Dappertutto seminò pace e camminò accanto ai poveri, agli abbandonati, ai malati, scartati, agli ultimi […]. La fedeltà al suo Signore era proporzionale al suo amore per i fratelli e le sorelle […]. S. Francesco non faceva la guerra dialettica imponendo dottrine, ma comunicava l’amore di Dio. Aveva compreso che “Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dio rimane in lui“ (1 Gv 4,16). In questo modo è stato un padre fecondo che ha suscitato il sogno di una società fraterna.

 

Preghiamo:
Signore, Dio di pace, che hai creato gli uomini, oggetto della tua benevolenza, per essere i familiari della tua gloria, noi Ti benediciamo e Ti rendiamo grazie perché ci hai inviato Gesù, tuo Figlio amatissimo, hai fatto di lui, nel mistero della sua Pasqua, l’artefice di ogni salvezza, la sorgente di ogni pace, il legame di ogni fraternità. Ti benediciamo e ti  rendiamo grazie

Noi Ti rendiamo grazie per i desideri, gli sforzi, le realizzazioni che il tuo Spirito di pace ha suscitato anche nel nostro tempo, per sostituire l’odio con l’amore, la diffidenza con la comprensione, l’indifferenza con la solidarietà. Ti benediciamo e ti rendiamo grazie.

Di fronte alle ombre di un mondo chiuso abbiamo bisogno di crescere in un “noi” che abiti la casa comune secondo il tuo piano di amore. Aiutaci a radicare la nostra vita nella verità dell’essere tutti fratelli. Signore, ascoltaci!

Apri ancor più i nostri spiriti e i nostri cuori alle esigenze concrete dell’amore di tutti i nostri fratelli, affinché possiamo essere sempre più costruttori di pace. Signore, Ascoltaci!

Ricordati Padre di misericordia, di tutti quelli che sono in pena, soffrono e muoiono nel parto di un mondo più fraterno. Che per gli uomini di ogni lingua venga il tuo Regno di giustizia, di pace e di amore. E che la terra sia ripiena della tua gloria! Amen.

 

Canto

Parto di un mondo fraterno. È una impresa immensa. Il peccato, separando l’uomo da Dio, ha creato muri tra le persone, tra i popoli, tra razze, tra culture. Addirittura ha quasi cambiato la natura socievole dell’uomo rendendola egoistica, violenta, incapace di comprendere e di perdonare e ha oscurato la sua originaria somiglianza con Dio. Il cambiamento è possibile dal momento che è venuto tra noi Gesù, il Figlio di Dio che ha liberato e restaurato la natura originaria dell’uomo.

 

Dall’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco (8)
Desidero tanto che, in questo tempo che ci è dato da vivere, riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far nascere fra tutti un’aspirazione mondiale alla fraternità. Tra tutti: ecco un bellissimo segreto per sognare e rendere la nostra vita una bella avventura. Nessuno può affrontare la vita in un modo isolato. C’è bisogno di una comunità che ci sostenga, che ci aiuti e nella quale ci aiutiamo a vicenda a guardare avanti. Com’è importante sognare insieme! Da soli si rischia di avere miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme. Sogniamo come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi, ciascuno con la ricchezza della sua fede o delle sue convinzioni, ciascuno con la propria voce, tutti fratelli!

 

Nella preghiera non dobbiamo temere di rivolgerci a Dio nostro Padre come figli bisognosi del suo aiuto. Gesù ci ha assicurato che se noi con fiducia chiediamo in suo nome, il Padre ci ascolterà. Perciò diciamo: Padre, nel nome di Gesù, ascoltaci!

Ti chiediamo di non farci passare per la strada guardando dall’altra parte, toglici dall’indifferenza per chi soffre, per chi è ferito dalle vicende della vita, per chi ha perso ogni speranza. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

Aiutaci a camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale. Fa che ci rendiamo conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona sempre e in qualunque circostanza. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

L’individualismo non ci rende più liberi, più uguali, più fratelli. Esso non è in grado di generare un mondo migliore per tutta l’umanità. Neppure può preservarci da tanti mali che diventano sempre più globali. È come un virus, da esso preservaci Signore. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

Ti preghiamo per le persone che vengono derubate dei diritti fondamentali, uomini e donne che sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare. Signore suscita in tutti noi la volontà di operare per promuovere il riconoscimento della dignità umana ovunque sia conculcata e offesa. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

Aiutaci, Signore, a vivere orientati dalla cultura della cura, uscendo dalla cultura dello scarto ormai presente in mille modi attorno a noi. Rendici attenti ai nostri stili di vita affinché possiamo trasformarli in percorsi quotidiani di giustizia e fraternità. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

Signore il coronavirus sta estendendosi di nuovo fra noi. Riconosciamo di essere deboli, incapaci di difenderci da soli e molti di noi vivono nell’angoscia e nella sensazione di essere soli. Signore difendici e donaci la pace. Padre, nel nome di Gesù ascoltaci!

 

Canto

È incredibile come l’uomo quando nasce un problema, un dissidio, una divergenza sa pensare solo che l’altro è un nemico, è qualcuno da abbattere. Raramente viene in mente di fermarsi, di riflettere, di parlare seduti a un tavolo, cercando di capire le ragioni dell’altro. E questo accade perché l’uomo non agisce da intelligente, preferisce la violenza, crede di risolvere tutto con la guerra, non agisce da prossimo, da fratello. Mettiamoci nuovamente in ascolto di Papa Francesco.

 

Dall’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco (278)
Chiamata a incarnarsi in ogni situazione e presente attraverso i secoli in ogni luogo della terra – questo significa “cattolica” –, la Chiesa può comprendere, a partire dalla propria esperienza di grazia e di peccato, la bellezza dell’invito all’amore universale. Infatti, tutto ciò ch’è umano ci riguarda. Dovunque i consessi dei popoli si riuniscono per stabilire i diritti e i doveri dell’uomo, noi siamo onorati, quando ce lo consentono, di assiderci fra loro. Per molti cristiani, questo cammino di fraternità ha anche una Madre, di nome Maria. Ella ha ricevuto sotto la Croce questa maternità universale e la sua attenzione è rivolta non solo a Gesù ma anche al resto della sua discendenza. Con la potenza del Risorto, vuole partorire un mondo nuovo, dove tutti siamo fratelli, dove ci sia posto per ogni scartato dalle nostre società, dove risplendano la giustizia e la pace.

 

Preghiera al Creatore (dall’Enciclica “Fratelli tutti”)

Signore e Padre dell’umanità, che hai creato tutti gli esseri umani con la stessa dignità, infondi nei nostri cuori uno spirito di fratelli. Ispiraci il sogno di un nuovo incontro, di dialogo di giustizia e di pace. Stimolaci a creare società più sane e un mondo più degno, senza fame, senza povertà, senza violenza, senza guerre. Il nostro cuore si apra a tutti i popoli e le nazioni della terra, per riconoscere il bene e la bellezza che hai seminato in ciascuno di essi, per stringere legami di unità, di progetti comuni, di speranze condivise. Amen

 

Con le parole di S. Giovanni Paolo II, in questo tempo difficile, affidiamoci alla materna protezione di Maria:

Madre degli uomini e dei popoli, Tu che conosci tutte le loro sofferenze e le loro speranze, Tu che senti maternamente tutte le lotte tra il bene e il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo contemporaneo, accogli il nostro grido che, come mossi dallo Spirito Santo, rivolgiamo direttamente al tuo cuore e abbraccia, con l’amore della Madre e della Serva, questo nostro mondo umano, che ti affidiamo e consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli uomini e dei popoli. Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio santa Madre di Dio! Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova! Non disprezzare! Accogli la nostra umile fiducia e il nostro affidamento!

 

Nella pace che il Signore ci dà e nella serena fiducia di non essere soli nella vita ci rivolgiamo al Padre con le parole che Gesù ci ha insegnato: Padre nostro.

 

Il Signore ci benedica e ci protegga!
Il suo volto misericordioso risplenda su di noi!
La forza della sua resurrezione abiti in noi e conduca il nostro operare.
R. Amen

 

Canto finale