Il progetto originario di Dio sulla nostra umanità

4 giugno 2016 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

La Misericordia di Dio è veramente senza confini. In questo Anno dicembreGiubilare, con la costante sollecitazione di Papa Francesco siamo interpellati ad uscire dalla nostra mentalità che giustifica la nostra indifferenza e a scoprire che abbiamo bisogno della Misericordia per vivere in pienezza il progetto originario di Dio sulla nostra umanità, nella speranza e nella pace. Ci siamo anche resi conto come ciascuno di noi è chiamato non solo ad accogliere la Misericordia ma anche a diventare un tramite e una testimonianza di essa per i nostri fratelli. Per questo siamo chiamati a portare la misericordia nei luoghi dove vive o dove spesso giace l’uomo ferito, ad uscire per incontrare le persone nel loro ambiente vitale, dove purtroppo l’uomo soffre perché non vede rispettata la sua dignità, dove è trattato come un oggetto, come uno scarto, non come un “Tu”, persona preziosa per la quale il Figlio di Dio ha dato la vita. La Misericordia imparata dal Signore ci spinge anche a impegnarci per modificare, sanare i luoghi e le strutture dove vivono e si strutturano le persone, ricordando la profonda unità tra la persona e l’ambiente. Non possiamo separare la persona dalle sue condizioni di vita.

 

                                     Veglia di preghiera

Iniziamo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
La pace di Gesù risorto, l’amore misericordioso del Padre e la comunione dello Spirito Santo, siano sempre con tutti noi.

 

Preghiamo: Signore Gesù Cristo, ti ringraziamo per questo Anno Giubilare durante il quale ci viene rivelata sempre di più la smisurata grandezza della tua Misericordia. Siamo consapevoli che abbiamo un bisogno estremo della tua Misericordia per poter gioire del dono della vita e per vivere con la certezza che tu ci ami e perdoni la malizia, che a volte si insinua nel nostro cuore, e i nostri innumerevoli difetti e debolezze. Aiutaci a far la nostra parte per rendere umani i luoghi e le condizioni di vita su tutta la terra, dove vivono uomini e donne nelle più svariate situazioni, perché ognuno possa trovare un ambiente favorevole per una vita dignitosa. Suscita in noi la responsabilità e il sentimento di restituzione per tutti i doni con i quali hai circondato la nostra vita ed anche la speranza che tu possa servirti di noi come strumenti di Misericordia. Lo chiediamo a Te che hai dato la tua vita per ogni uomo e che risuscitato da morte, vivi glorioso per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

Canto

 

Dobbiamo chiedere al Signore che apra il nostro cuore, chiuso ai suggerimenti dello Spirito. Egli vuole che viviamo adeguatamente la nostra vocazione di uomini, creati per essere immagine e somiglianza di Dio, partecipando alla sua vita che vediamo risplendere sul volto di Gesù Cristo. In Lui vediamo chiaramente come quello che conta è amare e spendere la vita e le nostre energie per andare incontro agli altri. A nulla serve starsene chiusi ermeticamente nei nostri sempre miseri interessi, nella triste adorazione del nostro io, nel mortifero sentimento di voler apparire al di sopra degli altri: é solo causa di infelicità. L’Anno Giubilare può scardinare le nostre porte chiuse e, nello Spirito, aprirci alle voci dei fratelli.

 

Dalla Bolla di indizione del Giubileo della Misericordia di Papa Francesco (MV, 16)

Nel Vangelo di Luca troviamo un altro aspetto importante per vivere con fede il Giubileo. Racconta l’evangelista che Gesù, un sabato, ritornò a Nazaret e, come era solito fare, entrò nella sinagoga. Lo chiamarono a leggere la Scrittura e commentarla. Il passo era quello del profeta Isaia dove era scritto: “Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio, a proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; a rimettere in libertà gli oppressi, a proclamare l’anno di misericordia del Signore (61, 1-2)”. “Un anno di misericordia”: è questo quanto viene annunciato dal Signore e che noi desideriamo vivere. Questo Anno Santo porta con sé la ricchezza della missione di Gesù che risuona nelle parole del profeta: portare una parola e un gesto di consolazione ai poveri, annunciare la liberazione a quanti sono prigionieri delle nuove schiavitù della società moderna, restituire la vista a chi non riesce più a vedere perché curvo su se stesso, e restituire dignità a quanti ne sono stati privati. La predicazione di Gesù si rende di nuovo visibile nelle risposte di fede che la testimonianza dei cristiani è chiamata ad offrire.

 

Consapevoli della nostra fragilità e guardando bene a quello che siamo, preghiamo umilmente il Signore: Convertici, Signore!

Liberaci Signore dalla indifferenza che ci rende duri e insensibili e che ci fa attraversare distese di sofferenza e di povertà senza commuoverci e senza sentire il bisogno di fermarci e di guardare negli occhi i fratelli. Convertici Signore!

Signore abbi misericordia di noi: non permettere che passiamo la nostra vita spendendo il tempo e impegnando le nostre energie, che sono tuo dono, solo dietro cose insignificanti, che portano al vuoto ed all’angoscia. Convertici Signore!

Signore Gesù donaci un grande amore per la dignità di ogni uomo. Donaci il tuo stesso amore che ti ha fatto decidere a divenire uno di noi e a dare la vita per ogni uomo. Convertici Signore!

Signore liberaci dall’insana convinzione che non possiamo fare niente, che il nostro contributo comunque sarebbe zero; e così passiamo il tempo a ripiegarci sulla nostra nullità, alla finestra della storia. Convertici Signore!

 

Canto

 

Il Giubileo della Misericordia ci spinge a creare vicinanza , a lasciarci coinvolgere, ad entrare nelle condizioni di vita in cui possiamo toccare i fratelli secondo lo stile dell’Incarnazione. S. Paolo ci aiuta, manifestandoci il suo modo di avvicinarsi agli altri, il suo modo di farsi tutto a tutti per portare a tutti l’esperienza dell’amore di Dio.

 

Dalla prima lettera ai Corinzi di S. Paolo (9, 16–23)

Annunciare il Vangelo non è per me un vanto, perché è una necessità che mi si impone: guai a me se non annuncio il Vangelo! Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. Qual è dunque la mia ricompensa? Quella di annunciare gratuitamente il Vangelo senza usarne il diritto conferitomi dal Vangelo. Infatti, pur essendo libero da tutti, mi son fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: mi sono fatto come giudeo per i giudei, per guadagnare i giudei. Per coloro che sono sotto la Legge – pur non essendo io sotto la Legge – mi son fatto come uno che è sotto la Legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la Legge. Per coloro che non hanno la Legge – pur non essendo io senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo – mi son fatto come uno che è senza legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono senza Legge. Mi sono fatto debole per i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto per tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno. Ma tutto io faccio per il Vangelo, per diventarne partecipe anch’io. Parola del Signore.

 

Preghiamo

Anche oggi, mentre abbiamo la fortuna di stare davanti al Signore, non possiamo non ricordare la sofferenza di tanti fratelli in tutto il mondo, in particolare nella Siria, in Afganistan, nel Nord Africa. Preghiamo il Signore perché le lacrime, il sangue, le grida dei milioni di persone salgano a Dio come una preghiera e vengano unite alla Passione di Gesù. Preghiamo: Ascoltaci Signore!

Preghiamo perché cessi la guerra che ogni giorno fa scorrere fiumi di sangue, che distrugge le risorse necessarie per la vita, che distrugge le case e l’ambiente diventa invivibile. Ti preghiamo Signore di intervenire con forza nel cuore dei fabbricatori e venditori di armi: prendano coscienza della loro responsabilità. Preghiamo: Ascoltaci Signore!

Ti preghiamo per il popolo degli immigrati che ogni giorno cerca un approdo per mare e per terra e che affronta soprusi, sfruttamento e violenze di ogni genere nella speranza di trovare una patria, una vita possibile per loro e per le loro famiglie. Tanti di loro muoiono e giacciono in fondo al mare. Signore intenerisci il cuore di noi ricchi e non permettere che tanti innocenti muoiano invano. Preghiamo: Ascoltaci Signore!

 

Canto

 

Quando il Signore inviò gli Apostoli diede loro il compito di essere come Lui: non solo annunciatori del Vangelo, ma anche portatori di tante grazie sempre come strumenti della Misericordia di Dio. Li mandò anche a risanare, a guarire, a liberare l’uomo prigioniero di forze cattive. La Chiesa, lungo i secoli, in molte circostanze ha vissuto questo mandato e si è fatta promotrice del bene comune, ha liberato schiavi, ha difeso chi non aveva voce. Siamo chiamati anche noi a percorrere la stessa strada con tutto il cuore, usando a nostra volta misericordia.

 

Dal Vangelo secondo Matteo (10, 1.6–14.16)

Chiamati a sé i suoi dodici discepoli [Gesù] diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demoni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento. In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti. Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Ecco io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come colombe. Parola del Signore.

 

Uniamoci alla preghiera che Papa Francesco ha rivolto a Maria nella memoria della Visitazione di Maria a S. Elisabetta:

Maria, donna dell’ascolto, rendi aperti i nostri orecchi; fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù tra le mille parole di questo mondo; fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo, ogni persona che incontriamo, specialmente quella che è povera, bisognosa, in difficoltà.

Maria, donna della decisione, illumina la nostra mente e il nostro cuore, perché sappiamo obbedire alla Parola del tuo figlio Gesù, senza tentennamenti; donaci il coraggio della decisione, di non lasciarci trascinare perché altri orientino la nostra vita.

Maria, donna dell’azione, fa’ che le nostre mani e i nostri piedi si muovano “in fretta” verso gli altri, per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù, per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo. Amen

 

Concludiamo la preghiera con le parole che Gesù stesso ci consegnò quando i discepoli gli dissero: insegnaci a pregare:

Padre nostro.

 

Scambiamoci la pace che Cristo risorto augurava sempre nelle sue apparizioni.

 

Benedizione: Dio misericordioso, che per mezzo del suo Figlio, nato dalla Vergine, ha redento il mondo, ci colmi della sua benedizione. Amen

Dio ci protegga sempre per intercessione di Maria, vergine e madre, che ha dato al mondo l’autore della vita. Amen

A tutti noi radunati per la preghiera, conceda il Signore la salute del corpo e la consolazione dello Spirito. Amen E la benedizione di Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di noi e con noi rimanga sempre. Amen

 

Canto finale

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