La carità più grande è portare Gesù

14 ottobre 2019 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

img2453Papa Francesco, come un buon pastore, ci precede e ci invita sempre a pascoli verdi e ricchi di nutrimenti importanti per vivere la nostra esistenza cristiana in questo nostro tempo. Al fine di risvegliare la consapevolezza del portare il Vangelo ai non credenti (missio ad gentes) e di riprendere con nuovo slancio la trasformazione missionaria della vita e della pastorale di tutta la Chiesa, ha indetto un Mese missionario straordinario in ottobre “affinché tutti i fedeli abbiano veramente a cuore l’annuncio del Vangelo e la conversione delle loro comunità in realtà missionarie ed evangelizzatrici; affinché si accresca l’amore per la missione, che è una passione per Gesù ma, al tempo stesso, è una passione per il suo popolo”. Portare Gesù Cristo all’uomo è certamente il dono più prezioso, la carità più grande. Spesso singolarmente e come comunità cadiamo nel difetto di omissione. Pensiamo che la proposta cristiana non dica niente a chi è incredulo, oppure crediamo di non aver niente da donare anche perché ci sentiamo incapaci. In questo modo sotterriamo i talenti che ci sono stati affidati. Abbiamo bisogno di chiedere al Signore il suo Santo Spirito che venga a ravvivare in noi la coscienza dei suoi doni che non sono solo per noi, ma sono da mettere a frutto per la vita dei fratelli.

 

 

                                                                          Veglia di preghiera

 

Iniziamo la preghiera: Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
L’amore e la pace del Signore nostro Gesù Cristo sia nel profondo del cuore di tutti noi. Amen

 

 

Preghiamo: O Dio, tu vuoi che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità; guarda quanto è grande la tua messe e manda i tuoi operai, perché sia annunziato il vangelo ad ogni creatura e il tuo popolo, radunato dalla parola di vita e plasmato dalla forza dei sacramenti, proceda nella via della salvezza e dell’amore. Per il nostro Signore Gesù Cristo che vive e regna con te e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen

 

 

Canto

 

 

La nostra preghiera non ci fa rinchiudere nei nostri interessi o negli interessi del nostro gruppo; ci mette in petto le preoccupazioni di tutta la Chiesa e ci fa sentire i problemi di tutta l’umanità. Annunciare Gesù Cristo a tutti, avvicinarlo ad ogni uomo, è un compito nobilissimo, a cui non possiamo rinunciare, come ci ammonisce Papa Francesco.

 

 

Dal Messaggio di Papa Francesco nella Giornata Missionaria Mondiale
(L’anelito missionario) risponde al perenne invito di Gesù: ”Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). Aderire a questo comando del Signore non è un’opzione per la Chiesa: è un suo compito imprescindibile, come ha ricordato il Concilio Vaticano II (AG 7), in quanto la Chiesa è per sua natura missionaria. Evangelizzare, infatti, è la grazia e la vocazione propria della Chiesa, la sua identità più profonda. Essa esiste per evangelizzare. Per corrispondere a tale identità e proclamare Gesù crocifisso e risorto per tutti, il Salvatore vivente, la Misericordia che salva, è necessario che la Chiesa, sempre sotto l’influsso dello Spirito di Cristo, segua la stessa strada seguita da questi, la strada cioè della povertà, dell’obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso, cosicché comunichi realmente il Signore, modello dell’umanità nuova, cioè di quella umanità permeata di amore fraterno, di sincerità, di spirito di pace, che tutti vivamente desiderano […]. La Chiesa, che da Cristo è stata inviata a rivelare e a comunicare la carità di Dio a tutti gli uomini e a tutti i popoli, comprende che le resta ancora da svolgere un’opera missionaria ingente. A questo proposito, S. Giovanni Paolo II ha osservato che la missione di Cristo redentore, affidata alla Chiesa, è ancora ben lontana dal suo compimento e che uno sguardo d’insieme all’umanità dimostra che tale missione è ancora agli inizi e che dobbiamo impegnarci con tutte le forze al suo servizio.

 

 

Rispondiamo a questa chiamata del Papa con la preghiera: diciamo: Donaci il tuo Spirito Signore!

 

 

Questo mese missionario straordinario vuole essere una scossa per la nostra vita per provocarci ad essere attivi nel portare il Vangelo del Signore Gesù a più persone possibili, cominciando dalla nostra famiglia, dal nostro ambiente di lavoro, dalle nostre amicizie. Ti preghiamo: Donaci il tuo Spirito, Signore!

 

Signore fa’ che la nostra vita più che le nostre parole, parli di Gesù Cristo. Che ognuno di noi sia un testimone, un argomento per far sorgere domande sul significato della vita e sulla fede in Gesù Cristo. Ti preghiamo: Donaci il tuo Spirito Signore!

 

Signore fa che ognuno di noi diffonda pace e gioia, amando tutti, anche coloro che ci sono più lontani. Avendo scoperto di essere figli di Dio, da Lui amati e preziosi ai suoi occhi, possiamo dire una parola di consolazione a chi sta nella sofferenza e nella solitudine. Ti preghiamo: Donaci il tuo Spirito Signore!

 

Spesso ci domandiamo: in che modo sono peccatore io che non faccio il male? Bisogna domandarci: ma ho fatto il bene che potevo fare? Esiste anche il peccato di omissione e può succedere che per tutta la vita io mi affatichi a sotterrare i doni del Signore e non mi dia pensiero di farli fruttare. Ti preghiamo: Donaci il tuo Spirito, Signore!

 

 

Canto

 

 

Nella “Lettera ai fedeli” S. Francesco rivela la consapevolezza di sentirsi in debito di manifestare in ogni luogo il profumo del Vangelo di Gesù Cristo. Dice esplicitamente: ”Poiché sono servo di tutti, sono tenuto a servire tutti e ad amministrare le fragranti parole del mio Signore. E perciò, considerando nella mia mente, che non posso visitare personalmente i singoli, a causa dell’infermità e debolezza del mio corpo, mi sono proposto di riferire a voi, mediante la presente lettera” (FF 180). Come S. Francesco nella Chiesa ci sono stati missionari ed apostoli che portavano nel cuore il fuoco dell’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini e a tutti popoli. Al di sopra di tutti troviamo l’apostolo S. Paolo.

 

 

Dalla Seconda Lettera di S. Paolo ai Corinzi (4,5)
Noi non annunciamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore: quanto a noi, siamo i vostri servitori a causa di Gesù Cristo. E Dio che disse: “Rifulga la luce dalle tenebre”, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo. Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi. In tutto, infatti, siamo tribolati, ma non schiacciati; siamo sconvolti, ma non disperati; perseguitati, ma non abbandonati; colpiti, ma non uccisi; portando sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo […]. Animati tuttavia da quello stesso spirito di fede di cui sta scritto: Ho creduto, perciò ho parlato, anche noi crediamo e perciò parliamo, convinti che colui che ha risuscitato il Signore Gesù, risusciterà anche noi con Gesù e ci porrà accanto a lui insieme con voi […]. Consapevoli dunque del timore del Signore, noi cerchiamo di convincere gli uomini […]. L’amore del Cristo infatti ci possiede; e noi sappiamo bene che uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti. Ed egli è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per colui che è morto e risorto per loro. In nome di Cristo siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Parola di Dio.

 

 

Preghiamo con le parole di Don Tonino Bello

Spirito Santo, donaci il gusto di sentirci “estroversi”. Rivolti, cioè, verso il mondo, che non è una specie di Chiesa mancata, ma l’oggetto ultimo di quell’incontenibile amore per il quale la Chiesa stessa è stata costituita. Ti preghiamo: Vieni tra noi, Spirito Santo!

 

Se dobbiamo attraversare i mari che ci distanziano dalla altre culture, soffia nelle vele perché, sciolte le gomene che ci legano agli ormeggi del nostro piccolo mondo antico, un più generoso impegno missionario ci solleciti a partire. Ti preghiamo: Vieni tra noi, Spirito Santo!

 

Spirito di Pentecoste, ridestaci all’antico mandato di profeti. Dissigilla le nostre labbra, contratte dalle prudenze carnali. Introduci nelle nostre vene il rigetto per ogni compromesso. E donaci la nausea di lusingare i detentori del potere per trarne vantaggio. Ti preghiamo: Vieni tra noi, Spirito Santo!

 

Trattienici dalle ambiguità. Facci la grazia del voltastomaco per i nostri peccati. Poni il tuo marchio di origine controllata sulle nostre testimonianze. E facci aborrire dalle parole, quando esse non trovano puntuale verifica nei fatti. Ti preghiamo: Vieni tra noi, Spirito Santo!

 

Spalanca i cancelletti dei nostri cenacoli. Aiutaci a vedere i riverberi delle tue fiamme nei processi di purificazione che avvengono in tutti gli angoli della terra. Aprici a fiducie ecumeniche. E in ogni uomo di buona volontà, facci scorgere le orme del tuo passaggio. Ti preghiamo: Vieni tra noi, Spirito Santo!

 

 

Canto

 

 

Il compito di annunciare il Vangelo è la volontà lasciata a noi direttamente da Gesù Risorto e nessuno di noi può sentirsene fuori. Tutta la Chiesa sente questo come un proseguire l’opera di Gesù in ogni generazione. Anche le nostre comunità sono chiamate a mettersi all’opera e a mettere al primo posto il mandato del Signore che riascoltiamo nel Vangelo di Marco.

 

 

Dal Vangelo secondo Marco (16,9-20)
Risorto al mattino, il primo giorno dopo il sabato, Gesù apparve prima a Maria di Magdala, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Questa andò ad annunciarlo a quanti erano stati con lui in lutto e pianto. Ma essi, udito che era vivo e che era stato visto da lei, non credettero […] Alla fine apparve anche agli undici, mentre erano a tavola e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: ”Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano. Parola del Signore.

 

 

Papa Francesco, al termine della sua Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium nella quale dichiara: “desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni” (EG, 1), chiude il documento con una solenne preghiera a Maria, stella della nuova evangelizzazione.

 

 

Prima di terminare la nostra preghiera vogliamo unirci alla preghiera di tutta la Chiesa che in questo mese di ottobre si riunisce in un Sinodo particolare a Roma, per l’Amazzonia, considerata quasi come emblema del pianeta: regione preziosissima per la vita di tutta l’umanità, scrigno di biodiversità, ma ferita dalla nostra avidità e dalla nostra incuria tanto da costringere alla fugagli indigeni che la abitano. Uniamo alla nostra preghiera anche l’intercessione di S. Francesco per l’Amazzonia e per tutto il creato. Preghiamo con le parole che pregano anche nell’assemblea del Sinodo.

 

Signore, aiuta la tua Chiesa ad ascoltare i popoli dell’Amazzonia, e a rispondere con loro alla devastazione delle persone e dell’ambiente. L’Amazzonia in tutta la sua biodiversità e ricchezza culturale è “uno specchio di tutta l’umanità”. Per difenderlo, tutti dobbiamo fare dei cambiamenti – in noi stessi, nelle nostre nazioni, e all’interno della Chiesa.

 

Mentre percorriamo questo cammino che la “Laudato Sì’” mette di fronte a noi, cerchiamo di essere consapevoli della crisi ecologica e culturale del bacino amazzonico, e imparare ad assistere e custodire meglio la creazione.

 

Cerchiamo di unirci coraggiosamente per combattere contro le ingiustizie, tra cui: perdita di territorio, sfruttamento, minacce alla biodiversità e l’imposizione di modelli culturali ed economici che sono estranei alla vita delle popolazioni indigene, ovunque.

 

Insegnaci, Signore, ad ascoltare profondamente, ad agire con giustizia, ad amare con tenerezza e a camminare umilmente su questa terra. Amen

 

Rinnoviamo la nostra speranza: a volte le difficoltà e i problemi che incontriamo ci appaiono insormontabili.

Ricordiamoci che abbiamo un Padre che mai ci abbandona e uniti al Figlio Gesù preghiamo: Padre nostro!

Figli dell’unico Padre, fratelli di Gesù Cristo, dimora dello Spirito Santo ci scambiamo la Pace di Gesù Risorto intendendo con questo gesto di riconciliarci con tutti.

 

 

Su tutti noi scenda la Benedizione del Signore:

 

Il Signore ci benedica e ci protegga. Amen
Faccia risplendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia. Amen
Rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace. Amen
E la benedizione di Dio onnipotente: Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di noi e con noi rimanga sempre. Amen

 

 

Canto finale

 

 

Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di ottobre 2019 

 

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