“La nonviolenza: stile di una politica per la pace”

7 gennaio 2017 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

 

dicembre

 

Quest’anno celebriamo la cinquantesima giornata della Pace. Paolo VI nella prima giornata della Pace il 1 gennaio 1968 rivolgendosi a tutti i gli uomini e a tutti i popoli, non solo ai cattolici, disse parole ancora oggi attuali: “È finalmente emerso chiarissimo che la pace è l’unica e vera via dell’umano progresso”. Avvisava altresì del “pericolo di credere che le controversie internazionali non siano risolvibili per le vie della ragione, cioè delle trattative fondate sul diritto, la giustizia, l’equità, ma solo per quelle delle forze deterrenti e micidiali”. In questi cinquanta anni i nostri Papi, non solo al primo gennaio, ma cogliendo tutte le occasioni, hanno ripetuto in tutti i toni la necessità di liberare l’umanità dal flagello antico della guerra e di intraprendere l’unica via rispettosa della dignità dell’uomo che salvaguarda i diritti di tutti gli uomini. La nostra preghiera sarà una meditazione sul Messaggio per la Giornata della Pace di questo anno 2017 “La non violenza: stile di una politica per la pace”.

 

                                                                                                

                                                                    Veglia di preghiera

Presidente: Affidandoci alla misericordia del Padre, all’amore sconfinato del nostro fratello Gesù Cristo, e alla potente luce dello Spirito Santo che solo può diradare le tenebre del cuore dell’uomo, iniziamo questa nostra preghiera con la quale affidiamo al Signore questo anno appena iniziato.

 

Canto

 

Preghiamo: Signore creatore e sorgente di ogni bene, ti benediciamo perché hai mantenuto le tue promesse e hai mandato il Messia, tuo Figlio, per rivelarci il tuo amore e la tua misericordia. Lui ha assunto in Maria la nostra carne, ci ha dimostrato la sua vicinanza e ci ha liberato dal dominio del peccato e della morte. Ha chiamato anche noi a partecipare al cammino di rinnovamento della storia dell’uomo, rifiutando in noi stessi la violenza e la vendetta e tutto quello che può ferire la dignità dei fratelli. Conoscendo la nostra debolezza, all’inizio di questo nuovo anno, ti preghiamo di inviare su tutti noi il tuo Santo Spirito perché sia luce, conforto e forza nei nostri giorni. Per Cristo nostro Signore. Amen

 

I messaggi che da cinquanta anni i nostri Papi ci hanno rivolto in occasione dell’inizio del nuovo anno, ci hanno aiutato a comprendere meglio il disegno di Dio sulla vita dell’uomo: la sua volontà è che l’uomo viva nella pace e quando nascono problemi e difficoltà, non si cerchi di eliminare chi non la pensa come noi, ma nel dialogo e nella trattativa si intraprendano percorsi che porteranno alle soluzioni concordate e faranno crescere l’armonia e la comunione. Ascoltiamo alcuni brani del Messaggio rivolto da Papa Francesco in questo anno.

 

Dal Messaggio per la 50ª Giornata mondiale per la Pace di Papa Francesco
Auguro pace ad ogni uomo, donna, bambino e bambina e prego affinché l’immagine e la somiglianza di Dio in ogni persona ci consentano di riconoscerci a vicenda come doni sacri dotati di una dignità immensa. Soprattutto nelle situazioni di conflitto, rispettiamo questa «dignità più profonda» e facciamo della nonviolenza attiva il nostro stile di vita. Desidero soffermarmi sulla nonviolenza come stile di una politica di pace e chiedo a Dio di aiutare tutti noi ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali. Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Quando sanno resistere alla tentazione della vendetta, le vittime della violenza possono essere i protagonisti più credibili di processi nonviolenti di costruzione della pace. Dal livello locale e quotidiano fino a quello dell’ordine mondiale, possa la nonviolenza diventare lo stile caratteristico delle nostre decisioni, delle nostre relazioni, delle nostre azioni, della politica in tutte le sue forme. La violenza non è la cura per il nostro mondo frantumato. Rispondere alla violenza con la violenza conduce, nella migliore delle ipotesi, a migrazioni forzate e a immani sofferenze, poiché grandi quantità di risorse sono destinate a scopi militari e sottratte alle esigenze quotidiane dei giovani, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, dei malati, della grande maggioranza degli abitanti del mondo.

 

Canto

 

Con la fiducia di figli che si rivolgono al Padre, affidiamo a Lui le nostre intercessioni: Ascoltaci Padre nella tua misericordia!

Padre, ti chiediamo di aiutarci ad attingere alla nonviolenza nelle profondità dei nostri sentimenti e valori personali. Che siano la carità e la nonviolenza a guidare il modo in cui ci trattiamo gli uni gli altri nei rapporti interpersonali, in quelli sociali e in quelli internazionali. Ti preghiamo: Ascoltaci Padre nella tua misericordia!

Padre, dal tempo di Caino l’umanità deve fare i conti con la violenza e con la guerra. Sembra impossibile venirne fuori. Anche oggi siamo consapevoli di enormi sofferenze che schiacciano diversi paesi e continenti: terrorismo, criminalità, bombardamenti; abusi subiti da migranti e dalle vittime delle tratte; devastazioni dell’ambiente. Rispondere con la violenza e con la guerra non risolve; scatena rappresaglie e spirali di conflitti senza fine. Ti preghiamo vieni incontro alla nostra impotenza. Ti preghiamo: Ascoltaci, Padre della misericordia!

Padre, siamo consapevoli che essere discepoli di Gesù oggi significa aderire anche alla sua proposta di nonviolenza in questo mondo nel quale troppa violenza e troppa ingiustizia dilagano. Questa situazione ci riporta alla coscienza che per giungere ad un di più di amore che solo potrebbe rinnovare l’umanità, abbiamo bisogno anche di imparare ad amare i nemici che è il nucleo della rivoluzione cristiana, la magna carta della non violenza cristiana. Padre, mandaci il tuo Santo Spirito perché noi siamo deboli e incapaci di amare come tu ci comandi. Ti preghiamo: Ascoltaci, Padre della misericordia!

 

 

Le cause che provocano la violenza sono tante e tante volte noi stessi con il nostro stile di vita ci troviamo dentro situazioni di violenza, invischiati in ingiustizie, a volte inconsapevoli; e rimaniamo indifferenti e paralizzati perché diciamo: io cosa posso fare, la cosa è enorme! Proprio nei nostri tempi abbiamo esempi di persone cristiane come S.Teresa di Calcutta, Martin Luther King, S. Giovanni Paolo II, ed anche non cristiane come il Mahatma Gandhi e tanti altri che praticando con generosità e dedizione la nonviolenza hanno ottenuto risultati eccezionali. Per questo prendiamo coraggio ed accogliamo in noi l’esempio di Gesù.

 

Dal Messaggio “La nonviolenza: stile di una politica per la pace” di Papa Francesco
Anche Gesù visse in tempi di violenza. Egli insegnò che il vero campo di battaglia, in cui si affrontano la violenza e la pace, è il cuore umano: «Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive» (Mc 7,21). Ma il messaggio di Cristo, di fronte a questa realtà, offre la risposta radicalmente positiva: Egli predicò instancabilmente l’amore incondizionato di Dio che accoglie e perdona e insegnò ai suoi discepoli ad amare i nemici (cfr Mt 5,44) e a porgere l’altra guancia (cfr Mt 5,39). Quando impedì a coloro che accusavano l’adultera di lapidarla (cfr Gv 8,1-11) e quando, la notte prima di morire, disse a Pietro di rimettere la spada nel fodero (cfr Mt 26,52), Gesù tracciò la via della nonviolenza, che ha percorso fino alla fine, fino alla croce, mediante la quale ha realizzato la pace e distrutto l’inimicizia (cfr Ef 2,14-16). Perciò, chi accoglie la Buona Notizia di Gesù, sa riconoscere la violenza che porta in sé e si lascia guarire dalla misericordia di Dio, diventando così a sua volta strumento di riconciliazione, secondo l’esortazione di san Francesco d’Assisi: «La pace che annunziate con la bocca, abbiatela ancor più copiosa nei vostri cuori».

 

Canto

 

La nonviolenza prima di tutto deve abitare nel nostro cuore che deve rinnovarsi e deve diventare sorgente di un modo nuovo di pensare, di amare e di agire. Ma ancora una volta dobbiamo constatare che da soli non ce la facciamo. Abbiamo bisogno di aprirci all’azione dello Spirito Santo che possa trasformarci e plasmarci come figli di Dio. Preghiamo perciò il Santo Spirito che ci rinnovi nel nostro intimo e nelle nostre azioni. Ci facciamo aiutare dalle parole di Paolo VI:

Vieni, o Spirito Santo, e dà a noi un cuore nuovo,
che ravvivi in noi tutti, i doni da te ricevuti
con la gioia di essere cristiani, un cuore nuovo, sempre giovane e lieto.
Vieni, o Spirito Santo, e da’ a noi un cuore puro,
allenato ad amare Dio, un cuore puro, che non conosca il male
se non per definirlo, per combatterlo e per fuggirlo,
un cuore puro come quello di un fanciullo, capace di entusiasmarsi e di trepidare.
Vieni, o Spirito Santo, e dà a noi un cuore grande,
aperto alla tua silenziosa e potente parola ispiratrice e chiuso ad ogni meschina ambizione,
un cuore grande e forte ad amare tutti, a tutti servire, con tutti soffrire,
un cuore grande, forte, solo beato di palpitare col cuore di Dio.

 

 

L’educazione alla nonviolenza non può essere compiuta dal solo individuo. Deve partire da lontano. È un virgulto nuovo e deve essere preparato da un terreno nuovo, ben coltivato, liberato da tutto l’inquinamento accumulato da secoli di violenza e di vendetta. La liturgia di questi giorni ci pone di fronte alla Santa Famiglia di Nazareth, l’ambiente meraviglioso per crescere come persone nuove. Il Messaggio di Papa Francesco propone di ripartire dalla famiglia.

 

Dal Messaggio “La non violenza: stile di una politica per la pace” di Papa Francesco:
Se l’origine da cui scaturisce la violenza è il cuore degli uomini, allora è fondamentale percorrere il sentiero della nonviolenza in primo luogo all’interno della famiglia. È una componente di quella gioia dell’amore che ho presentato nello scorso marzo nell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, a conclusione di due anni di riflessione da parte della Chiesa sul matrimonio e la famiglia. La famiglia è l’indispensabile crogiolo attraverso il quale coniugi, genitori e figli, fratelli e sorelle imparano a comunicare e a prendersi cura gli uni degli altri in modo disinteressato, e dove gli attriti o addirittura i conflitti devono essere superati non con la forza, ma con il dialogo, il rispetto, la ricerca del bene dell’altro, la misericordia e il perdono. Dall’interno della famiglia la gioia dell’amore si propaga nel mondo e si irradia in tutta la società. D’altronde, un’etica di fraternità e di coesistenza pacifica tra le persone e tra i popoli non può basarsi sulla logica della paura, della violenza e della chiusura, ma sulla responsabilità, sul rispetto e sul dialogo sincero. In questo senso, rivolgo un appello in favore del disarmo, nonché della proibizione e dell’abolizione delle armi nucleari: la deterrenza nucleare e la minaccia della distruzione reciproca assicurata non possono fondare questo tipo di etica. Con uguale urgenza supplico che si arrestino la violenza domestica e gli abusi su donne e bambini.

 

Il Giubileo della Misericordia, conclusosi nel novembre scorso, è stato un invito a guardare nelle profondità del nostro cuore e a lasciarvi entrare la misericordia di Dio. L’anno giubilare ci ha fatto prendere coscienza di quanto numerosi e diversi siano le persone e i gruppi sociali che vengono trattati con indifferenza, sono vittime di ingiustizia e subiscono violenza. Essi fanno parte della nostra “famiglia”, sono nostri fratelli e sorelle. Per questo le politiche di nonviolenza devono cominciare tra le mura di casa per poi diffondersi all’intera famiglia umana. Nel 2017, impegniamoci, con la preghiera e con l’azione, a diventare persone che hanno bandito dal loro cuore, dalle loro parole e dai loro gesti la violenza, e a costruire comunità nonviolente, che si prendono cura della casa comune. «Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace».

 

Canto

 

Non dimentichiamo che abbiamo una Madre: Gesù ha donato a noi la sua Madre. Tramite Lei Dio ha realizzato la sua salvezza. A lei affidiamo il compito di far nascere il coraggio della nonviolenza in ogni cuore. Alla sua intercessione chiediamo che il nuovo anno sia una svolta fondamentale per la costruzione della pace fra tutte le persone e fra tutti i popoli.

 

A te, Maria, Madre del Messia del Signore, origine della nostra salvezza, protezione del nostro cammino verso la patria, Regina della Pace, affidiamo la nostra preoccupazione e la nostra preghiera: che gli uomini intraprendano con fiducia e decisione il cammino della pace. È l’unico cammino degno della civiltà e della dignità di ogni uomo. Insegnaci l’umiltà e la capacità di avere rispetto per ogni persona, insegnaci la sapienza di saper trattare, di cercare insieme la soluzione ai problemi a volte difficili. Allontana da noi la tentazione di voler ricorrere alla forza e alle armi che portano solo oppressione, distruzione e morte. Che tutti i popoli decidano di impegnare tutte le risorse a nostra disposizione per produrre cibo, acqua, per avere custodia del creato, per curare le malattie e per sollevare tutte le povertà che anche oggi affliggono tanta parte della nostra umanità. Madre di Gesù e Madre nostra, con la pazienza e la perseveranza della Madre, aiutaci ad imparare la nonviolenza, intercedi, presso il tuo figlio Gesù, giorni di pace fra tutti popoli.

 

Canto

 

Concludiamo questo tempo di preghiera con le parole che Gesù stesso ci consegnò quando i discepoli gli dissero “insegnaci a pregare”:

 

Padre nostro.

 

Scambiamoci la pace che Cristo risorto augurava sempre nelle sue apparizioni.

 

Benedizione: Il Signore ci benedica e ci custodisca,
mostri a noi il suo volto e abbia misericordia di noi.
Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci dia pace.
Il Signore ci benedica e ci protegga sempre
per intercessione di Maria, vergine e madre,
che ha dato al mondo l’autore della vita. Amen

 

A tutti noi radunati per la preghiera, conceda il Signore la salute del corpo e la consolazione dello Spirito. Amen

 

Canto finale

 

 

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