In questo mese di maggio vogliamo fermarci e stare con Maria: lei è ben presene nella nostra preghiera, ma a volte i nostri sentimenti sono puerili, frutto di fantasia, fondati su tradizioni secondarie; mentre il pensiero della Chiesa è profondo, è fondato sulla Parola di Dio e sulla primitiva tradizione della comunità dei credenti, in particolare dei credenti delle Chiese orientali. Molto c’è ancora da riflettere sulla meravigliosa realtà che è Maria. Si tratta di accogliere un “ricco contenuto di fulgida teologia e di dolce sentimento di devozione e di affetto”. Nella storia della Chiesa ha una importanza particolare il Concilio di Efeso (431) che dopo un serrato dibattito, riconobbe solennemente Maria come Teotokos, Madre di Gesù uomo-Dio, e quindi Madre anche di Dio. La gioia dei cristiani si scatenò e i padri conciliari furono portati in trionfo intorno alle mura della città di Efeso. La Chiesa in Maria vede risplendere le opere di Dio: nei suoi confronti e alla fin fine anche nei nostri confronti, essendo Maria una nostra sorella, Dio fa cose grandi, compie meraviglie. Facendo nostri i sentimenti di Maria che l’Evangelista Luca ci ha confidati nel Cantico del Magnificat, possiamo imparare da lei a rispondere all’amore di Dio, a ringraziarlo e a lodarlo per la sua misericordia.

 

                                                                     Veglia di preghiera
Accogliamo fra noi la presenza benedetta di Maria e iniziamo la preghiera nel nome del Padre,
del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Preghiamo: Dio nostro Padre, vogliamo ringraziati e benedirti perché ci hai donato Maria e per
tutte le meraviglie che hai operato in lei. In Maria ci hai donato una madre perché tu conosci
come è pericoloso il nostro cammino di creature umane e conosci anche la nostra debolezza e
come non riusciamo ad essere fedeli al tuo amore di Padre. Per intercessione del tuo Figlio Gesù
ti preghiamo perché noi e tutta la Chiesa sappiamo far tesoro del tuo grande dono di averci do-
nato una così grande madre. Amen.

O Padre, che per mezzo del tuo Figlio Unigenito, hai vinto la morte e ci hai aperto il passag-
gio alla vita eterna, concedi a noi, che con gioia e gratitudine, stiamo celebrando la Resurre-
zione del Signore, di rinascere continuamente nella luce della vita, rinnovati dal tuo Spirito.
Concedici che rinati dall’unico Battesimo e animati dall’unica fede, esprimiamo nelle opere
l’unico amore. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

 

Canto

 

La parola di Dio, tramite i Profeti, aveva già fatto accenni a Maria, come figlia di Sion; ma il suo
ingresso solenne nella storia della salvezza avviene con l’Annunciazione dell’angelo Gabriele che,
a nome di Dio, chiede a Maria se accetta di diventare madre di Gesù, madre di Dio. Maria accetta,
dice “sì“ e in quel momento, fra lo stupore di tutto il creato, accade l’avvenimento più grande,
unico, irripetibile, di tutta la storia dell’umanità: Dio inizia la sua esistenza, la sua Incarnazione
nella natura umana. E così Maria diventa madre del Figlio di Dio, quindi madre di Dio: Teotokos
(= genitrice di Dio) come viene riconosciuta dalle comunità cristiane, soprattutto in Oriente.
Ascoltiamo la parola che il Concilio Vaticano II ha detto per parlarci di Maria.

 

Dal Concilio Vaticano II (Lumen Gentium, 53)
I fedeli che aderiscono a Cristo devono venerare la memoria “innanzi tutto della gloriosa sem-
pre vergine Maria, Madre del Dio e Signore nostro Gesù Cristo”. Infatti la vergine Maria, che
all’annuncio dell’angelo accolse nel cuore e nel corpo il Verbo di Dio e portò la vita al mondo, è ri-
conosciuta e onorata come la vera madre di Dio e del Redentore. Redenta in modo così sublime
in vista dei meriti del Figlio suo e a lui unita da uno stretto e indissolubile vincolo, è insignita del
sommo compito e della dignità di madre del Figlio di Dio, e perciò è la figlia prediletta del Padre
e il tempio dello Spirito Santo; per questo dono di una grazia eminente precede di molto tutte
le altre creature, celesti e terrestri. Insieme però è unita, nella stirpe di Adamo, con tutti gli
uomini bisognosi di salvezza, anzi è veramente madre delle membra di Cristo perché ha coope-
rato con il suo compito alla nascita dei fedeli nella Chiesa, i quali di quel capo sono le membra.

I cristiani delle comunità orientali nel loro affetto a Maria Teotokos, ci hanno tramandato bel-
lissime preghiere a Maria. Tra queste la più famosa è l’Inno Akatistos, un meraviglioso poemetto
bizantino del VI secolo. Da esso prendiamo alcune strofe per la nostra preghiera:

Era tutto qui in terra e di sé tutti i cieli riempiva il Dio Verbo infinito, poiché fu opera divina
e non semplice mutamento di luogo la sua incarnazione nel seno della Vergine che divinamente
assorta, udiva questi saluti: Ave, o sede di Dio immenso; ave o porta dell’augusto mistero, ave,
inaudita novità per gli infedeli; ave, vanto sicurissimo per i credenti. Ave, santissimo occhio di
Colui che siede sui Cherubini; ave, dimora bellissima di Colui che è sopra i Serafini. Ave, tu che
in te concili opposte grandezze; ave, tu che congiungi verginità e maternità. Ave, o chiave del
regno di Cristo; ave, speranza di beni eterni. Ave, o Sposa e Vergine.
Aprici la porta della tua misericordia benedetta Madre di Dio: ponendo in te la speranza non
andremo delusi, perché saremo per te liberati dal male. Tu sei infatti la salvezza del popolo
cristiano.

O Madre degna di ogni lode, Tu che generasti il Verbo, il Santissimo fra i santi, or degnati ac-
cogliere il canto! Libera tutti da ogni sventura e preserva da futura condanna coloro che a te
esclamano: Alleluja!

 

Canto

 

Dio ha avuto una cura del tutto particolare nel preparare Maria ad essere la Madre di Gesù, mi-
stero senza confini; ma non solo: in Maria Dio ha voluto realizzare un capolavoro, il suo progetto
originario, completo, di donna non toccata dal peccato, una nuova Eva come era stata pensata dal
Creatore. Insieme a Gesù, Maria ci presenta l’uomo nel progetto originario del Creatore. Que-
sto per noi e per tutta la Chiesa è di una importanza fondamentale: in loro due abbiamo il pro-
totipo di umanità pensato dal Creatore.

 

Dal Concilio Ecumenico Vaticano II (Lumen Gentium 56)
Volle il Padre delle misericordie che l’accettazione di colei che era predestinata ad essere la
madre precedesse l’incarnazione, perché così, come la donna aveva contribuito a dare la morte,
la donna contribuisse a dare la vita. E questo vale in modo straordinario della madre di Gesù,
la quale ha dato al mondo la vita stessa, che tutto rinnova e da Dio è stata arricchita di doni
degni di così grande compito. Nessuna meraviglia quindi se presso i santi padri invalse l’uso di
chiamare la madre di Dio la tutta santa, immune da ogni macchia di peccato, dallo Spirito Santo
quasi plasmata e resa una nuova creatura. Adornata fin dal primo istante della sua concezione
dagli splendori di una santità del tutto singolare, la vergine di Nazareth è, per disposizione di
Dio, salutata dall’angelo della Annunciazione come “piena di grazia” e al celeste messaggero ella
risponde: “Ecco la serva del Signore, si faccia in me secondo la tua parola“. Così Maria, figlia
di Adamo, acconsentendo alla parola divina, è diventata madre di Gesù, e abbracciando con
tutto l’animo e senza essere ritardata da alcun peccato, la volontà divina di salvezza, si è of-
ferta totalmente come la serva del Signore alla persona e all’opera del Figlio suo, mettendosi
al servizio del mistero della redenzione sotto di lui e con lui, con la grazia di Dio onnipotente.
Giustamente quindi i santi padri ritengono che Maria non fu strumento meramente passivo
nelle mani di Dio, ma che cooperò alla salvezza dell’uomo con libera fede e obbedienza. Non
pochi antichi padri nella loro predicazione affermano che “il nodo della disobbedienza di Eva
ha avuto la sua soluzione con l’obbedienza di Maria; ciò che la vergine Eva aveva legato con la
sua incredulità, la vergine Maria l’ha sciolto con la sua fede”.

 

Rivolgiamo con fiducia la nostra preghiera di intercessione a Maria e, tramite lei, a Gesù:
Santa Maria, Madre di Gesù e madre nostra, intercedi per noi!

Ti preghiamo per tutte le donne che in questa nostra società non vedono riconosciuta la loro di-
gnità nel mondo del lavoro, nelle relazioni sociali, nella stessa famiglia e che spesso sono vittime
di violenze e di ingiustizie. Ti preghiamo di vegliare su di loro e di aiutarle perché possano ar-
ricchire la nostra umanità con i loro preziosi contributi. Santa Maria, Madre di Gesù e madre no-
stra, intercedi per noi!

Ti preghiamo per i bambini, per gli adolescenti e per i giovani: perché i loro genitori, come Maria
e Giuseppe, li aiutino a crescere come fu aiutato Gesù nella famiglia di Nazareth, edificando in
famiglia un clima adatto alla loro libera crescita come figli di Dio. Santa Maria, Madre di Gesù
e madre nostra, intercedi per noi!

Ti preghiamo per mondo del lavoro: perché da tutti si comprenda il nobile compito di dare il no-
stro contributo alla completezza della creazione e sempre, negli ambienti di lavoro, prevalga la
sicurezza e il benessere delle persone sul miraggio del profitto. Santa Maria, Madre di Gesù e
madre nostra, intercedi per noi!

 

Canto

 

Tutto quello che riguarda Maria è un mistero che ci rivela l’amore sconfinato e tenero di Dio nei
nostri riguardi. Lo vediamo anche nel gesto mirabile di Gesù che nel momento della sua morte,
pensa ancora a noi e dopo averci donato tutto di se stesso, come dono supremo ci dona anche sua
madre. Gesù affida noi a sua madre e affida la sua madre a noi. Per noi è più semplice pensare di
essere affidati alla cura materna di Maria, è più difficile pensare di accogliere Maria a casa no-
stra, nella nostra quotidianità, nelle nostre giornate.

 

Dal Vangelo Secondo Giovanni (Gv 25-27)
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Cleopa e Maria
di Magdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla
madre: “Donna, ecco tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco tua madre!”. E da quell’ora il disce-
polo l’accolse con sé. Parola del Signore!

Papa Francesco, come interprete della sofferenza e della preghiera di tutta la Chiesa, non perde
occasione di ricordare a tutta l’umanità che la guerra è una realtà inutile e terribilmente dannosa
e disumana. In comunione con lui anche noi ci rivolgiamo a Maria perché aiuti l’umanità a trovare
le vie delle trattative e della pace.

Maria, Madre di Dio e Madre nostra, noi in quest’ora di tribolazione, ricorriamo a te. Tu sei
madre, ci ami e ci conosci: niente ti è nascosto di quanto abbiamo a cuore. Madre di misericordia, tante volte abbiamo sperimentato la tua provvidente tenerezza, la tua presenza che riporta la pace, perché tu sempre ci guidi a Gesù, Principe della Pace. Ma noi abbiamo smarrito la via della pace. Abbiamo dimenticato la lezione delle tragedie del secolo scorso, il sacrificio di milioni di caduti nelle guerre mondiali. Abbiamo disatteso gli impegni presi come Comunità delle Nazioni e stiamo tradendo i sogni di pace dei popoli e le speranze dei giovani. Ci siamo ammalati di avidità,
ci siamo rinchiusi in interessi nazionalistici, ci siamo lasciati inaridire dall’indifferenza e paralizzare dall’egoismo. Abbiamo preferito ignorare Dio, convivere con le nostre falsità, alimentare l’aggressività, sopprimere vite e accumulare armi, dimenticandoci che siamo custodi del nostro prossimo e della stessa casa comune. Abbiamo dilaniato con la guerra il giardino della terra, abbiamo ferito con il peccato il cuore del Padre nostro, che ci vuole fratelli e sorelle. Nella miseria del peccato, nelle nostre fatiche e fragilità, nel mistero di iniquità del male e della guerra,
tu, madre santa, ci ricordi che Dio non ci abbandona, ma continua a guardarci con amore, desi-
deroso di perdonarci e rialzarci. È lui che ci ha donato te e ha posto nel tuo cuore immacolato
un rifugio per la Chiesa e per l’umanità. Per bontà divina sei con noi e anche nei tornanti più an-
gusti della storia ci conduci con tenerezza.[…]
Accogli, o Madre, questa nostra supplica. Tu, stella del mare, non lasciarci naufragare nella tem-
pesta della guerra. Tu, arca della nuova alleanza, ispira progetti e vie di riconciliazione. Tu, “Terra
del cielo” riporta la concordia di Dio nel mondo. Estingui l’odio, placa la vendetta, insegnaci il
perdono. Liberaci dalla guerra, preserva il mondo dalla minaccia nucleare. Regina del Rosario, ri-
desta in noi il bisogno di pregare e di amare. Regina della famiglia umana, mostra ai popoli la via
della fraternità. Regina della pace, ottieni al mondo la pace. Le tue mani materne accarezzino
quanti soffrono e fuggono sotto il peso delle bombe. Il tuo abbraccio materno consoli quanti
sono costretti a lasciare le loro case e il loro Paese, il tuo cuore addolorato ci muova a compas-
sione e ci sospinga ad aprire le porte e a prenderci cura dell’umanità ferita e scartata. Attra-
verso di te si riversi sulla terra la divina Misericordia.

Alla presenza di Maria, rinnoviamo la consapevolezza di essere figli dell’unico Padre e come ci ha
insegnato Gesù preghiamo: Padre nostro!

 

Gesù nato da Maria, ci ha resi tutti suoi fratelli e quindi tutti fratelli: scambiamoci un gesto di
pace e che questa pace passando anche tra noi raggiunga ogni uomo!

 

E su tutti noi, sulle nostre famiglie, sul mondo intero scenda la benedizione del Signore: il Si-
gnore sia misericordioso, mostri a noi il suo sguardo compassionevole, ci accolga nelle nostre
fragilità, il Signore ci dia pace!

 

Amen

 

Canto finale

 

Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di maggio 2024