Una madre impareggiabile

8 maggio 2018 | pubblicato in: La preghiera del mese | commenti: Commenta questo articolo

 

img2453La misericordia di Dio, nostro Padre, non ha limiti. Egli conosce le nostre esigenze e le nostre povertà e ci viene incontro nelle nostre necessità. Conosce la nostra debolezza e la nostra inadeguatezza nell’affrontare da soli le grandi difficoltà e gli interrogativi che la vita ogni giorno ci pone davanti. Per soccorrerci, il Signore in un modo mirabile ci dona una madre: Maria. E lo fa scegliendo dall’eternità una fanciulla ebrea, circondandola di tutti i suoi doni (piena di grazia), elevandola ad essere madre del Figlio, madre di Dio e da questi, nel momento della sua morte sulla Croce, viene consegnata a noi perché sia nostra madre. Nella persona dell’apostolo Giovanni, Maria è donata a noi e noi siamo donati a lei. Non finiamo mai di riflettere sulla magnificenza di Dio che ha reso questa nostra sorella un prodigio e che tramite lei, riempie continuamente la Chiesa e ogni credente, di grazie, di perdono e di pace. In tutto il mondo in questo mese i cristiani benedicono Dio per questa madre impareggiabile e allo stesso tempo si rivolgono a lei con fiducia di figli.

 

                                                                         Veglia di preghiera

 

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

 

La misericordia, la pace e la gioia del Signore nostro Gesù Cristo vincitore della morte, del peccato e del maligno, sia con tutti noi!

 

Preghiamo: Gesù nostro Salvatore che sei morto e risorto per noi, accogli la nostra preghiera di lode e di ringraziamento a te per le numerose grazie che hai fatto a tutta l’umanità nella gloriosa Vergine Maria. Tu che hai voluto farti precedere nella tua venuta tra noi da Maria Immacolata, aurora della redenzione, fa che camminiamo sempre, dietro il suo esempio, cercando in tutto la volontà del Padre. Verbo eterno, che hai scelto Maria come arca santa per la tua dimora tra noi, concedi a noi la grazia di vivere come tuoi fratelli, figli dell’unico Padre. Lo chiediamo a te che sei il Figlio amato del Padre ed allo stesso tempo il figlio di Maria, a te che vivi costantemente nella comunione dello Spirito Santo. Amen

 

Canto

 

Ancora una volta Papa Francesco si rivolge a tutti noi con una Esortazione Apostolica, e ancora una volta ci invita a gioire, ad esultare: il tema della gioia è sempre presente nei suoi documenti sia che si tratti della gioia del vangelo, o della gioia dell’amore, o della gioia del creato, o della gioia della santità. In un mondo che per tanta parte vive sotto la cappa della tristezza e del non senso Papa Francesco biasima ”i cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima, senza Pasqua” (EG 6). Un motivo della nostra gioia è che abbiamo una madre nella Vergine Maria.

 

Dalla Esortazione apostolica “Gaudete et exsultate” di Papa Francesco
Desidero che Maria coroni queste riflessioni perché lei ha vissuto come nessun altro le Beatitudini di Gesù. Ella è colei che si è lasciata attraversare dalla spada. È la santa tra i santi, la più benedetta, colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna. Lei non accetta che quando cadiamo rimaniamo a terra e a volte ci porta in braccio senza giudicarci. Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica. La Madre non ha bisogno di tante parole, non le serve che ci sforziamo per spiegarle quello che ci succede. Basta sussurrare ancora e ancora: “Ave o Maria…”.

 

Rivolgiamoci a Maria con invocazioni dei cristiani del tempo antico

 

Ripetiamo: Salve, piena di grazia, il Signore è con te!

Nelle sacre scritture si parla di te, Madre di Dio! Giacobbe ti vide come scala che sale a Dio; Isaia ti chiama genitrice di Dio; Gedeone ti vide come un vello; Davide ti dice santuario; Daniele ti chiama montagna spirituale; ma Gabriele ti acclama: Salve, piena di grazia, il Signore è con te! Salve, piena di grazia, il Signore è con te!

Salve, o Madre di Dio, redenzione della maledizione di Eva; salve, tu che partoristi il Figlio di Dio; salve, roveto ardente; salve lampada; salve trono; salve scala e porta; salve carro di fuoco; salve nube leggera; salve tabernacolo e mensa: Salve, piena di grazia, il Signore è con te!

Ave, Vergine Madre di Dio, il Signore è con te; tu sei benedetta tra tutte le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, perché generasti il Salvatore delle nostre anime. Su di te e sugli Apostoli radunati intorno a te nella preghiera nel Cenacolo, scese lo Spirito Santo. Salve, piena di grazia, il Signore è con te!

Aprici la porta della tua misericordia benedetta Madre di Dio: ponendo in te la speranza non andremo delusi, perché saremo per te liberati dal male. Tu sei la salvezza del popolo cristiano. Santissima Madre di Dio, salvaci. Salve piena di grazia, il Signore è con te!

Vergine benedetta e pura, noi peccatori troviamo in te salvezza e, nel tempo della prova, protezione. Ti affidiamo tutti i sofferenti, tutti poveri, tutti gli esclusi. Tu che contempli il Verbo incarnato, portandolo nel tuo corpo: supplicalo senza posa per la salvezza del genere umano. Salve piena di grazia, il Signore è con te!

 

Canto

 

Tutte le generazioni cristiane hanno portato il loro contributo di lode e di arte per benedire Maria e per esprimere una immensa gratitudine alla misericordia di Dio che ce l’ha donata. Ascoltiamo una testimonianza di san Sofronio, Vescovo di Gerusalemme negli anni fine del 500 inizio 600.

 

Dai “Discorsi” di san Sofronio, vescovo
“Ave, o piena di grazia, il Signore è con te” (Lc 1,28). E cosa potrebbe esserci di più sublime di questa gioia, O Vergine Madre? O cosa potrebbe esserci di più eccellente di questa grazia che tu hai avuto in sorte da Dio? O che cosa si può escogitare di più gioioso e di più splendido di essa? Ogni cosa è ben lontana dalla grazia che si vede in te, ogni cosa è al di sotto della tua grazia; tutto sta al secondo posto, anche ciò che è più puro, e tutto ha uno splendore assolutamente inferiore. “Il Signore è con te! “ E chi oserebbe gareggiare con te? Dio viene da te, e chi non ti cederebbe il passo e non ti darebbe anzi di buon grado il primato e la superiorità? Perciò guardando alle tue eminenti prerogative più eccellenti di quelle di tutte le creature, grido anch’io con grandissime lodi: “Ave piena di grazia, il Signore è con te!”. Da te infatti il gaudio fu esteso non soltanto agli uomini, ma è donato anche alle virtù celesti. Veramente “benedetta tu fra le donne” perché hai mutato in benedizione la maledizione di Eva. Infatti hai fatto sì che Adamo che prima giaceva colpito da maledizione, fosse per te benedetto. Veramente benedetta sei tu fra le donne, perché in grazia tua la benedizione del Padre è brillata agli uomini e li ha liberati dall’antica maledizione. [ …]. Veramente benedetta sei tu fra le donne perché pur essendo donna per la tua naturale condizione, tuttavia diventerai veramente la madre di Dio. Infatti colui che nasce da te, è realmente e veramente Dio incarnato, e tu stessa sei detta a buon diritto e meritatamente genitrice di Dio, in quanto in tutta verità generi Dio. Tu infatti nel segreto del tuo grembo hai Dio stesso che dimora in te secondo la carne e che procede da te come uno sposo: egli che ottiene per tutti il gaudio e distribuisce a tutti la luce divina.

 

Ogni giorno siamo testimoni della sofferenza e della miseria a volte sovrumane di tante persone le vogliamo affidare alla Vergine Maria perché lei che ha provveduto il vino per il matrimonio a Cana possa provvedere a tutta l’umanità sofferente, a cui le vicende umane e le avverse condizioni di vita tolgono la possibilità di vivere dignitosamente. Invochiamo il suo materno amore:

 

Mostrati Madre di tutti coloro che sono nel dolore e nella miseria!

 

Affidiamo a te, Vergine Maria, tutti coloro che ancora oggi sono sotto l’incubo della guerra, dei bombardamenti e delle stragi nelle regioni della Siria e in molte regioni dell’Africa. Che tutto questo abbia finalmente fine:

Madre di Gesù e madre nostra, rivolgi il tuo sguardo misericordioso alla popolazioni della Palestina: che si possa giungere ad una pace duratura tra palestinesi e israeliani che da troppi anni si combattono

Santa Madre di Dio, affidiamo a te tutti coloro che sono vicini alla morte colpiti da tumori o da altre situazioni gravi, prendili per mano e accompagnali nel passaggio all’altra vita

Regina del Paradiso ci sono malattie della nostra psiche che sempre di più vanno diffondendosi: malattie mentali, depressioni, disperazioni…guarda con amore di madre a tanti che trovano insormontabili difficoltà per vivere serenamente

 

Canto

 

Maria sta davanti a noi come colei che ha vissuto pienamente la vita nuova resa possibile dalla risurrezione di Gesù: lei ci ricorda come quello che Dio ha operato in noi deve essere testimoniato anche ai nostri fratelli e come ognuno di noi, figli della Chiesa, porta la responsabilità della missione della Chiesa. Siamo debitori, possiamo dire con il linguaggio di S. Francesco, della luce che Dio ha donato a noi perché da noi si rifletta anche per gli altri. Come Maria siamo chiamati ad accogliere Gesù Cristo in noi e a partorirlo con le opere sante che devono risplendere agli altri in esempio (cf. Lettera ai fedeli di S. Francesco 178/2).

 

Dalla Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco
Vi è uno stile mariano nell’attività evangelizzatrice della Chiesa. Perché ogni volta che guardiamo a Maria torniamo a credere nella forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto. In lei vediamo che l’umiltà e la tenerezza non sono virtù dei deboli ma dei forti, che non hanno bisogno di maltrattare gli altri per sentirsi importanti. Guardando a lei scopriamo che colei che lodava Dio perché ”ha rovesciato i potenti dai troni” e “ha rimandato i ricchi a mani vuote” è la stessa che assicura calore domestico alla nostra ricerca di giustizia. E’ anche colei che conserva premurosamente “tutte queste cose meditandole nel suo cuore” . Maria sa riconoscere le orme dello Spirito di Dio nei grandi avvenimenti ed anche in quelli che sembrano impercettibili. È contemplativa del mistero di Dio nel mondo, nella storia e nella vita quotidiana di ciascuno e di tutti. È la donna orante e lavoratrice a Nazaret, ed è anche nostra signora della premura, colei che parte dal suo villaggio per aiutare gli altri “senza indugio”. Questa dinamica di giustizia e di tenerezza, di contemplazione e di cammino verso gli altri, è ciò che fa di lei un modello ecclesiale per l’evangelizzazione. Le chiediamo che con la sua preghiera materna ci aiuti affinchè la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti i popoli e renda possibile la nascita di un mondo nuovo. È il Risorto che ci dice, con una potenza che ci riempie di immensa fiducia e di fermissima speranza: “Io faccio nuove tutte le cose”. Con Maria avanziamo fiduciosi verso questa promessa.

 

Rivolgiamo a Maria, la nostra preghiera con le parole di Don Tonino Bello:

Santa Maria, serva del Signore, che ti sei consegnata anima e corpo a lui e hai fatto l’ingresso nel suo casato come collaboratrice familiare della sua opera di salvezza, donna veramente alla pari, che la grazia ha introdotto nell’intimità trinitaria e ha reso scrigno delle confidenze divine, e appartenenza irriversibile alla stirpe di Dio, noi ti chiediamo di ammetterci alla scuola di quel diaconato permanente di cui ci sei stata impareggiabile maestra.

Fa’ che il Vangelo diventi la norma ispiratrice di ogni nostra scelta quotidiana. Preservaci dalla tentazione di praticare sconti sulle sue esigenti richieste. Santa Maria, serva del mondo, che subito dopo esserti dichiarata ancella di Dio sei corsa a farti ancella di Elisabetta, conferisci ai nostri passi la fretta premurosa con cui tu raggiungesti la città di Giuda, simbolo di quel mondo di fronte al quale la Chiesa è chiamata a cingersi il grembiule. Tu che hai sperimentato le tribolazioni dei poveri, aiutaci a mettere a loro disposizione la nostra vita, con i gesti discreti del silenzio e non con gli spot pubblicitari del protagonismo. Rendici consapevoli che, sotto le mentite spoglie degli affaticati e degli oppressi, si nasconde il Re. Apri il nostro cuore alle sofferenze dei fratelli. E perché possiamo essere pronti a intuirne le necessità, donaci occhi gonfi di tenerezza e di speranza. Gli occhi che avesti tu, quel giorno, a Cana di Galilea.

 

Concludiamo la nostra preghiera rivolgendoci a Dio nostro Padre che nel suo disegno di amore per noi ha voluto procurarci una madre, Maria.

Padre nostro.

 

La pace di Cristo risorto sia sempre con tutti noi.

Scambiamoci un segno di pace.

 

Benedizione:
Il Signore ci benedica e ci protegga; faccia risplendere il suo volto su di noi e ci doni la sua misericordia; rivolga su di noi il suo sguardo e ci doni la sua pace; e la benedizione di Dio Onnipotente Padre, Figlio e Spirito Santo, discenda su di noi e con noi rimanga sempre.

 

Canto finale

 

Fraternità Francescana Frate Jacopa – Preghiera mese di maggio 2018

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